La mia mente critica è un piccolo sergente, disciplinato e obbediente. Sempre pronto a dare ordini, a controllare le truppe, le scorte, le mappe.
Non è tanto alto per cui ha un sacco di persone che guarda dal basso in su. La mia mente critica fa turni sulle 24 ore.
Ma dentro di me vive Margherita e lei parla una lingua diversa e così gli ordini del piccolo sergente non la raggiungono molto. Anzi le sembrano suoni interessanti e scanditi, come il battito del cuore.
Si, perché Margherita abita lì.
All’inizio pensavo che meditare fosse ascoltare cosa faceva il piccolo sergente. Poi ho capito che bisogna meditare con il cuore. Così il sergente ha incontrato Margherita e non ha potuto fare a meno di ricordare le parole di Bulgakov “L’amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpi subito entrambi. Così colpisce il fulmine, così colpisce un coltello a serramanico! Del resto, lei affermava in seguito che non era così, che ci amavamo da molto tempo pur senza esserci mai visti, e pur vivendo lei con un altro…“. Ecco perché nella mindfulness parliamo di mente-cuore. Ecco perché è un percorso dalla mindfulness alla heartfulness, quello che facciamo ogni giorno, con la pratica.
Noi coltiviamo l’accettazione incondizionata di noi stessi, coltiviamo il sentire il cuore. Quando ci accorgiamo di etichettare in toni rudi, possiamo smetterla e usare una voce più gentile. Pema Chodron
Pratica di mindfulness: Cullare il cuore
© Nicoletta Cinotti 2023 Il programma di Mindful Self-compassion
