Qua e là spuntano i colori degli alberi fioriti malgrado il freddo degli ultimi giorni Ciliegi e peschi, forsizie e tulipani cominciano a colorare, inaspettatamente, la strada. La primavera ci spinge e richiama a quel desiderio di felicità che nasce dall’essere vivi e presenti nella propria vita. Ce lo ricorda con la fioritura. Ci ricorda che non basta vivere ma ci occorre anche la pienezza, la rotondità della presenza e quel senso di libertà che nasce dalla sensazione di stare realizzando la propria vita.
Così possiamo, come primo atto della giornata, guardare a ciò che abbiamo realizzato, alle parole che volevamo dire e che siamo riusciti a dire, ai saluti che volevamo fare e che siamo riusciti a fare. A tutte le piccole e grandi fioriture della nostra vita. perché ci ricordino la nostra capacità di fiorire e germogliare verso la realizzazione.
Non facciamoci tentare dal dolore di ciò che non è stato. Onoriamolo come un frammento della nostra vita ma riconosciamo che quello che potevamo fare è stato fatto. In questo passo, nel riconoscere ciò che abbiamo realizzato, nutriamo quel sentimento di gratitudine che è il primo alimento delle successive fioriture e la chiave della porta di casa. Quella casa che siamo noi.
Forse essere a casa non è un luogo ma semplicemente una condizione irrevocabile. J. Baldwin
Pratica di mindfulness: La fioritura del momento presente
© Nicoletta Cinotti 2025 Primavera: ricominciare. Ritiro di bioenergetica e mindfulness
A questi due modi di pensare corrispondono due forme di “memoria di lavoro” dove le informazioni possono essere temporaneamente conservate ed elaborate. La memoria di lavoro implicativa è più antica in termini di sviluppo evolutivo e, cosa importante, ha un input relativamente diretto dai sistemi sensoriali, in particolare quelli provenienti dal corpo. È una memoria procedurale che si basa sull’esperienza e sulle sensazioni fisiche. La memoria di lavoro proposizionale è più recente, è legata all’apprendimento del linguaggio in termini di sviluppo evolutivo ed è distante dalle informazioni sensoriali, ricevendo informazioni dai sensi solo dopo che queste sono state pre-elaborate.
