Il nemico vicino della fiducia è l’ingenuità. Sembra che l’ingenuità sia un aspetto della fiducia ma non lo è. È piuttosto un elemento della mancanza di consapevolezza. Siamo ingenui perchè tendiamo a vedere solo la metà positiva delle cose e così, quando veniamo traditi avremo buone ragioni per limitare la nostra fiducia in futuro.
Il nemico lontano della fiducia è il controllo inteso come bisogno di verificare quello che sta succedendo. Ci fidiamo a patto di essere inclusi, momento per momento, nella conoscenza di ciò che accade.
In realtà la fiducia ha bisogno solo della sospensione del giudizio perchè ci sia possibile accogliere le diverse sfumature del processo in corso.
Se ci fermiamo al dettaglio potremmo – troppo presto – scegliere di ritirare la nostra fiducia. Se ci fidiamo del processo possiamo invece aspettare che le cose abbiano un compimento.
Una delle caratteristiche più salienti dei protettori è la mancanza di fiducia: non credono che la persona sia in grado di affrontare la difficoltà e, torno a dire, assomigliano a quei genitori che rendono i figli inabili grazie alla loro apprensività. Quando dimoriamo nel Sé questa spirale sfiduciata e sfiduciante si inverte: validiamo e confortiamo. Cinotti, Nicoletta. Genitori di sé stessi (la pietra filosofale) (Italian Edition) (p.156). Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
Pratica di mindfulness: Le emozioni che nascono dal freddo
© Nicoletta Cinotti 2024 Gratitudine e cambiamento
