Sintesi del secondo incontro
“Non è il tempo che passa a renderci vecchi, ma il modo in cui lo percepiamo” – questa potrebbe essere una sintesi del pensiero rivoluzionario di Ellen Langer, pioniera della mindfulness e autrice di opere fondamentali come “Counterclockwise” e “Il corpo consapevole”.
La riunione di ieri sera ha intrecciato i fili della ricerca scientifica con le esperienze personali di tutti i partecipanti, creando uno spazio di condivisione prezioso sul tema dell’invecchiamento e dei cambiamenti corporei. Se nel primo incontro avevamo parlato degli stereotipi che influenzano la nostra percezione dell’invecchiamento, ieri abbiamo compiuto un significativo passaggio verso l’esplorazione delle narrative personali e del loro profondo impatto sulla salute fisica. Questo ponte tra stereotipi collettivi e storie individuali ha arricchito la discussione, permettendoci di vedere come le parole che usiamo plasmano la nostra esperienza del corpo che cambia.
Spoiler
Nel prossimo incontro, approfondiremo ulteriormente questo percorso esplorando le narrative familiari rispetto all’invecchiamento e allo stile di vita fisica ed emotiva. Avremo l’onore di accogliere tre poete che hanno contribuito alla creazione della raccolta poetica “Antenate”, che ci guideranno in un viaggio attraverso le storie tramandate di generazione in generazione e il loro impatto sulla nostra relazione con il corpo e l’invecchiamento.
La psicologia della possibilità
Ellen Langer ci insegna che i limiti che spesso percepiamo come invalicabili sono in realtà costruzioni mentali che possiamo reimpostare.
Le ricerche di Langer, insieme a quelle di Laura Carstensen e Luigi Cozolino, dimostrino che mantenere un’attitudine mentale positiva, coltivare la curiosità e impegnarsi in attività stimolanti possano migliorare significativamente la nostra salute cognitiva e fisica mentre invecchiamo.
Il celebre esperimento “Counterclockwise” di Langer, in cui un gruppo di anziani ha sperimentato miglioramenti significativi nella memoria, vista e forza fisica dopo aver vissuto per una settimana in un ambiente che ricreava il mondo di vent’anni prima, ci mostra quanto potente possa essere la nostra mente nel plasmare la nostra realtà fisica.
L’importanza del linguaggio che usiamo
Un aspetto fondamentale emerso sia dal pensiero di Langer che dalla discussione di ieri sera riguarda il potere del linguaggio nel modellare la nostra esperienza. Anna Paola Cavaliere, autrice di “Senza paura di cambiare”, ha sottolineato l’importanza di cambiare la narrativa sulla menopausa, invitando a vederla come una fase di opportunità piuttosto che di privazione.
Langer ci insegna che le etichette che attribuiamo alle nostre esperienze corporee possono influenzare profondamente come le viviamo. Parlando della menopausa, è importante utilizzare un linguaggio che ne riconosca le sfide senza ridurre le donne che la attraversano a una condizione limitante.
Ripensare la menopausa: una visione più completa
È importante chiarire un punto che potrebbe aver generato disagio: quando parliamo di menopausa precoce (quella che avviene prima dei 40 anni), gli studi medici indicano che può essere associata a rischi specifici per la salute che meritano attenzione medica. Tuttavia, questo non significa che le donne che la sperimentano siano “malate” o “meno complete”.
La menopausa, sia essa naturale o precoce, rappresenta una transizione significativa, non una malattia. Come ha illustrato Anna Paola durante l’incontro, esistono molteplici approcci per gestire i sintomi e valorizzare questa fase della vita, dalla terapia ormonale sostitutiva (quando appropriata) a metodi naturali come la fitoterapia, fino alle pratiche meditative che abbiamo sperimentato durante la sessione.
La pratica del Bodyscan che abbiamo condiviso rappresenta proprio quell’ascolto consapevole del corpo che Langer promuove:
- osservare con curiosità
- e senza giudizio,
- distinguendo le sensazioni fisiche dai giudizi su di esse.
Variabilità e attenzione: il cuore della mindfulness
Uno dei concetti chiave di Langer è l’attenzione alla variabilità. Durante il focus group, abbiamo esplorato come i nostri corpi non siano mai esattamente nello stesso stato, e come prestare attenzione a questa variabilità possa aiutarci a sviluppare una relazione più sana con i cambiamenti che sperimentiamo.
È importante spostare l’attenzione dai segni esterni dell’invecchiamento alla salute interna del corpo, in particolare al sistema immunitario e cardiovascolare. Questo approccio rispecchia perfettamente la visione di Langer sull’unità mente-corpo e sull’importanza di sviluppare consapevolezza delle sottili variazioni nel nostro benessere.
Un invito alla gentilezza verso sé stessi
Se c’è un messaggio che emerge potentemente sia dal lavoro di Ellen Langer che dalla nostra riunione, è l’invito a sviluppare gentilezza verso noi stessi e il nostro corpo che cambia. La pratica di Bodyscan ci ha invitato a esplorare ogni parte del nostro corpo “con gratitudine e gentilezza” – un atteggiamento che possiamo estendere all’intero processo di invecchiamento.
Langer suggerisce che con “sottili cambiamenti nel nostro pensiero, nel nostro linguaggio e nelle nostre aspettative” possiamo trasformare comportamenti radicati che sottraggono salute, ottimismo e vitalità dalle nostre vite. L’invito che ti e vi faccio è a “riflettere sulla narrativa personale riguardo al proprio corpo” e si allinea perfettamente con questo approccio.
Conclusione: una comunità di consapevolezza
La bellezza dell’incontro di ieri sera risiede non solo nei contenuti condivisi, ma anche nella creazione di uno spazio comunitario dove esplorare insieme questi temi. Come hanno espresso alcuni partecipanti, l’intensità dello scambio nel focus group è stata preziosa, anche se il tempo è sembrato troppo breve.
Continuiamo insieme questo viaggio di consapevolezza, portando con noi gli insegnamenti di Ellen Langer e l’energia del nostro incontro. Ricordiamoci che, come dimostrato dall’esperimento “Counterclockwise”, non siamo mai troppo vecchi per sperimentare miglioramenti significativi nella nostra salute fisica e mentale, soprattutto quando ci apriamo alla psicologia della possibilità.
E ricordiamoci che ogni fase della vita, compresa la menopausa e l’andropausa, può essere vissuta con consapevolezza, rispetto e persino con un senso di nuove opportunità. Come ci insegna Ellen Langer, la mindfulness non è solo una pratica, ma un modo di essere nel mondo che trasforma profondamente la nostra esperienza dell’invecchiamento.
Calendario completo dell’attività gratuita
- 3 giugno dalle 20 alle 21.30; Le nostre ospiti sono tre poete che hanno ideato, curato e scritto la raccolta “Antenate”: Francesca Genti, Manuela Dago e Silvia Monti
- 17 Giugno 3 giugno dalle 20 alle 21.30
- 1 e 15 luglio dalle 20 alle 21.30;
- 5 e 19 agosto dalle 20 alle 21.30;
- 2 e 16 settembre dalle 20 alle 21.30
Tematiche per i 10 incontri
- La saggezza del tempo: Come l’esperienza arricchisce la nostra prospettiva
- Il potere della vulnerabilità: Abbracciare le fragilità come porte verso nuove forze
- Relazioni in evoluzione: Come cambiano i legami lungo il percorso della vita
- Creatività senza età: Riscoprire il potenziale creativo in ogni fase della vita
- Il coraggio di reinventarsi: Nuovi inizi e seconde vite a ogni età
- Memoria e identità: Chi siamo oltre la nostra storia personale
- La gioia ribelle: Celebrare la vita contro la narrativa dominante
- Il futuro è nostro: Visione e progettualità oltre gli schemi temporali
© Nicoletta Cinotti 2025


L’amore al tempo dello stress



