Quello che conosco di te è il modo in cui suoni il campanello e i passi sul pianerottolo.
Conosco la differenza tra un umore buono e cattivo.
Conosco i gesti affrettati dall’irrequietezza e la calma della serenità. Conosco il tuo respiro quando giochiamo e il calore del tuo corpo quando piango. Conosco i rumori della cucina e quello della macchina. Conosco l’odore buono degli abbracci. E quello acre della tua rabbia.
Quello che conosco di te sono le espressioni che ti attraversano il viso. Conosco meglio quelle che arrivano più spesso. A volte le conosco perché le sento nella carne.
Questo è quello che conosco di te, direbbe un bambino ai suoi genitori. Un genitore a suo figlio, un amato al suo partner
Il resto sono parole che dimentico. E cose che so ma non conosco.
Amare qualcuno significa leggerlo. Significa saper leggere tutte le frasi che ci sono nel cuore dell’altro, e leggendolo liberarlo. Significa dispiegare il proprio cuore come una pergamena e leggerlo ad alta voce, come se ciascuno fosse lui stesso un libro scritto in una lingua straniera…leggere così l’altro significa favorirne il respiro, ossia farlo esistere. Cristian Bobin
Pratica di Mindfulness: Pratica sulle bugie
© Nicoletta Cinotti 2025 Il protocollo MBSR Online
Nel mondo contemporaneo, la vulnerabilità è spesso vista come debolezza. Viviamo in un mondo percioloso e la vulnerabilità spaventa perché significa avere un cuore aperto. Non è essere deboli ma è essere aperti e quella apertura ci sembra qualcosa che appartiene solo agli eroi. Forse è per questo che da bambinə amiamo i super eroi. Ognuno ha avuto i propri e li ha sentiti vicini come se fossero dei protettori a cui rivolgerci quando le cose si mettevano male. Nello stesso tempo siamo stati incoraggiati a costruire muri, a proteggerci, a non mostrare le nostre ferite. Eppure, come ci insegna il concetto buddhista del bodhicitta, è proprio nella nostra vulnerabilità che risiede la nostra più grande forza.
