Spesso confondiamo cosa significa essere sicuri. Se agiamo in maniera difensiva, infatti, possiamo avere una grande sensazione di sicurezza ma non è detto che ciò che facciamo ci metta davvero al sicuro. Anzi, spesso quello che facciamo reattivamente si rivela, a distanza di tempo molto pericoloso.
Ma perché abbiamo paura dell’incertezza?
Abbiamo paura dell’incertezza perché le nostre difese – attivate dalla rabbia e dalla paura – strutturano dei blocchi – fisici e mentali – che confondiamo con sicurezza. Ci danno una percezione globale e ci fanno perdere i particolari e il loro continuo cambiare. Sopprimono emozioni che ci fanno paura ma che così continuano ad essere nascoste dentro di noi e ad agire indisturbate.
Quando siamo incerti le nostre difese sono abbassate e cogliamo il mutare delle cose, lo spazio che c’è tra fare o non fare qualcosa, l’impossibilità di sapere prima come finirà poi. E quell’emozione nascosta inizia a fare capolino. Quell’incertezza ha l’apertura delle cose nuove e ci può permettere di fare le scelte più adeguate alle circostanze. Non è il tornare avanti e indietro del dubbio: è sentire momento per momento, quello che sta sotto la superficie. Saggezza è usare le difese solo quando sono necessarie: per il resto proviamo a percorrere il territorio dell’incertezza perché ci porterà alle nostre vere emozioni.
Sopprimere un’emozione non la fa andare via. La spinge solo più profondamente nell’inconscio. E in questo modo internalizziamo il problema. Alexander Lowen
Pratica del giorno: Mindful bioenergetics
© Nicoletta Cinotti 2023 Formazione in Reparenting: inizia oggi e sono felice!
Nei programmi MBSR, così come in analisi bioenergetica, uno dei punti principali a cui viene prestata attenzione è la capacità di percepire e distinguere tra sensazioni fisiche, emozioni e pensieri. Questa attenzione intenzionale è spesso uno degli aspetti che suscita maggiori domande e difficoltà.
Quando dico, come accade nel protocollo MBCT che “i pensieri non sono fatti”, registro spesso un’ondata di dissenso. Più il pensiero è legato ad un trauma emotivo e più siamo convinti che sia una verità e una previsione nello stesso tempo. Perché accade questo? Perché il trauma blocca la nostra capacità riflessiva e ci porta a dare un significato a quello che è avvenuto che è statico. Un processo di significato che può portarci via dal momento presente o, addirittura, “VIA DAL MONDO”. Tanto il pensiero riflessivo ci porta dentro al mondo e diventa significato rivelatorio, tanto la fiducia nei pensieri che nascono dal trauma ci allontana dal mondo.
Mindfulness e bioenergetica
