Capita a tutti di sbagliare strada. Un po’ di distrazione, una città nuova. Qualche attimo di incertezza in più e ci troviamo in una direzione sbagliata rispetto alla nostra meta.
Non è questo errare il problema: è non ammettere di aver sbagliato il vero problema.
Insistere in una direzione anche se ci rendiamo conto che non è quella giusta, proprio per non tornare sui nostri passi. Questa difficoltà ad ammettere la nostra imperfezione è il vero problema.
Che ci spinge in direzioni assurde, prima di abbandonarle.
In questi casi quello che ci serve è un cuore ben diretto. Un cuore al servizio del sé e non dell’Ego. Perché il cuore al servizio dell’ego si ricopre del mantello dell’orgoglio e sostiene qualsiasi scusa e giustificazione. Un cuore ben diretto ci dice la verità e ci porta nella direzione giusta.
Il cuore ben diretto è quello che è al centro della pratica della meditazione. Ovviamente, poiché siamo degli esploratori, come tutti gli esploratori a volte sbagliamo strada e possiamo, per esempio, ritrovarci davanti ad un dirupo. Allora cosa è saggio fare? Corrado Pensa e Neva Papachristou
Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro
© Nicoletta Cinotti 2015
Foto di ©S_lidingdoor_s


Perché non c’è malattia che non trovi una sua radice anche nel corpo: può farcelo dimenticare oppure sentire troppo; può farlo cadere nell’oblio o diventare un’ossessione ma la nostra infelicità e felicità, la nostra salute e la nostra malattia si esprimono, necessariamente attraverso il corpo.
