Facciamo ogni giorno pratica di consapevolezza: in infiniti modi e momenti. Spesso abbiamo bisogno della presenza di qualcuno per essere consapevoli di noi. Lo sguardo dell’altro, la sua esistenza diventa così un ancoraggio alla consapevolezza che illumina la nostra percezione.
E’ per questo che biasimare, giudicare, criticare sono, prima di tutto, attacchi alla nostra consapevolezza e secondariamente, attacchi alla relazione.
Quando biasimiamo o critichiamo l’altro in realtà ci sottraiamo all’emozione che ci suscita ritenendolo responsabile di ciò che proviamo. Ma questa è una pericolosa illusione. E’ l’illusione che la nostra felicità dipenda dalle condizioni esterne e non da quelle interne.
Non è il mondo responsabile delle nostre reazioni emotive: siamo noi. Colpevolizzando l’altro ci impoveriamo di potere personale e di consapevolezza e mettiamo all’esterno la soluzione dei nostri problemi. E’ una strada che non porta da nessuna parte se non ad aumentare le nostre frazioni di isolamento.
Ringraziamo le nostre relazioni, anche quelle sconosciute, perché con la loro esistenza ci rimandano alla consapevolezza. E, soprattutto quando non ci piace quello che proviamo, perché non chiederci come questo può diventare un maestro nella nostra pratica?
Paziente quasi come una meridiana, capisco ciò che l’amore non capisce, perdono ciò che l’amore mai perdonerebbe. Wislawa Szymborska
Poesia del giorno: Devo molto a quelli che non amo
Pratica di mindfulness: Cullare il cuore
© Nicoletta Cinotti 2015
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