C’è un aspetto della compassione che riguarda la sospensione del giudizio: un aspetto che scivola dalle mani come una saponetta caduta nella doccia. Vorremmo afferrarlo e tenerlo fermo ma la sospensione del giudizio scivola e va oltre il modo consueto di guardare a quello che accade.
Sia nel Buddismo che nel cristianesimo non attaccare gli altri, non nutrire sentimenti di vendetta sono considerate qualità importanti della gentilezza e compassione. Le parole di Gino Cecchettin erano un invito al perdono eppure sembra che questa parola susciti scandalo proprio perchè ci invita ad andare al di là del giusto e dello sbagliato. A sospendere momentaneamente le nostre convinzioni per andare oltre l’azione compiuta: lo scandalo è questo.
Il punto non è agire sulle nostre convinzioni, il punto è darci il tempo di far emergere la saggezza che sta dentro ognuno di noi e farci guidare da quella saggezza. Le parole di Gino hanno toccato la nostra coscienza perchè, come ha detto, non sa pregare ma sa sperare e la speranza è la forma più estrema di amore e di sospensione del giudizio che conosco.
So che la speranza
è l’amore più duro
che portiamo. Jane HirshfieldPratica di mindfulness: Verso un’accettazione radicale
© Nicoletta Cinotti 2023 Scrivere la pace nel cuore
