Qual è la differenza tra rimuginare inutilmente e pensare in modo produttivo? Tutto sta nel saper abbandonare i pensieri una volta trovata una soluzione, invece di continuare a girarci ossessivamente intorno.
Quando ci concentriamo davvero, accade qualcosa di straordinario nel nostro cervello:
- Le regioni prefrontali si attivano per amplificare i segnali importanti
- Contemporaneamente smorzano le distrazioni (quella chiacchiera al tavolo accanto)
- Si crea quello che il neuro-scienziato Richard Davidson chiama “aggancio di fase” – una perfetta sincronia tra cervello e oggetto di attenzione
Le persone con forte attenzione selettiva:
- Sono relativamente immuni ai tumulti emotivi
- Restano stabili nelle crisi
- Riescono a “perdersi” completamente in ciò che fanno
- Imparano meglio (il cervello crea nuove connessioni neurali)
Li riconosci subito a una festa: sono quelli che guardano dritti negli occhi il loro interlocutore, assorbendo ogni parola anche se intorno c’è il caos.
Dall’altra parte, l’incapacità di spostare l’attenzione può portare a:
- Ansia cronica (rimuginare senza fine)
- Circoli viziosi di preoccupazione
- Nei casi estremi: depressione o disturbi ossessivo-compulsivi
“La capacità di distogliere l’attenzione da una cosa per spostarla su un’altra è fondamentale per il nostro benessere.” Daniel Goleman
Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro
© Nicoletta Cinotti 2025 Il programma di Mindfulness Self-compassion. Ultimi giorni in early bird
