Quando ero piccola aver paura era quasi un gioco. Mi spaventavo e più mi spaventavo più diventavo curiosa di quello che mi faceva paura. Poi non ho più pensato alla paura per moltissimo tempo.
Un giorno mi sono domandata come mai sono così lenta. E grattando, sotto sotto, mi sono accorta che è per paura.
Un altro giorno mi sono domandata come mai vado così veloce. E grattando, sotto sotto, mi sono accorta che è per paura.
Un altro giorno mi sono domandata come mai mi sono separata da questo o da quello. E grattando, sotto sotto, mi sono accorta che è per paura.
Improvvisamente mi sono resa conto di quanto la paura può essere un sentimento sotto traccia. Mi anestetizzo per non sentirla proprio perché la provo tanto. E quando la provo la considero – anziché un sentimento – un problema da risolvere. Scappando.
Pema Chodron dice che ci vuole coraggio per sedersi a meditare, che meditare è percorrere la strada della paura per diventare un “senza paura”. Questa è l’illuminazione: non avere paura.
Un pensiero o una paura possono svilupparsi in un’intera narrazione che può causare un’incredibile dolore e infelicità. Questa tendenza può distruggere la qualità della nostra vita e la nostra possibilità di connetterci agli altri. Pema Chodorn
Pratica del giorno: Lavorare con la paura
© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness ed emozioni
