Qualche tempo fa circolava una storia, diventata virale, per parlare delle priorità. È la storia di un professore (a volte di filosofia, altre volte un manager) che riempiva un contenitore di vetro con dei sassi grandi, poi con dei sassi piccoli, poi con della sabbia e infine con dell’acqua. Ad ogni passaggio chiedeva al suo pubblico se il vaso era pieno e tutti rispondevano di sì e lui dimostrava che non era vero. Che tutto questo era stato possibile perché aveva messo nel vaso prima le pietre grandi – che sono le vere priorità della nostra vita – poi quelle più piccole e così via ma se avesse fatto l’inverso e avesse iniziato dalla sabbia e dall’acqua non sarebbe riuscito a farci stare tutto.
Così questa storia ci ha convinto che anche noi possiamo riuscire a farci stare tutto e iniziamo a provarci ma siccome non ci riusciamo pensiamo di aver sbagliato qualcosa. Non abbiamo sbagliato nulla è che ci sono due dolori, inevitabili, da accettare. Il primo dolore è accettare che il tempo è limitato; è doloroso perchè questo ci costringe a scegliere. Il secondo dolore è che noi non abbiamo pochi sassi, come il professore della storia: ne abbiamo molti, tutti importanti e sappiamo da subito, con uno sguardo, che qualcosa d’importante, inevitabilmente resterà fuori. Non è simpatico ma è così: quella storia ci illude perché parte dal presupposto che in una vita, in una settimana, in una giornata ci sia un numero limitato di sassi grandi ma quasi mai è così e allora dobbiamo accettare qualcosa che detestiamo: dobbiamo rinunciare. Mettiamolo in conto, arriviamo a patti con questo aspetto: non ci sono magie. Per quanto i nostri progetti siano importanti pretendere di farli tutti è impossibile. Siamo costretti a rinunciare a qualcosa. Tanto vale scegliere a cosa rinunciare, tanto vale smettere di essere assediati da noi stessi!
«Chiaro che siamo in guerra,
ed è una guerra di accerchiamento,
ognuno di noi assedia l’altro ed è assediato,
vogliamo abbattere le mura dell’altro
e mantenere le nostre.
L’amore verrà quando non ci saranno più barriere.
L’amore è la fine dell’assedio.»Josè Saramago
Pratica di mindfulness: Cambio di logica
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