Immagina di trovarti coinvolto in un evento casuale che ti produce un danno e poi immagina la stessa situazione ma il danno, in questo caso, ti è sembrato intenzionale, diretto volutamente contro di te. Non c’è certezza se non la sensazione che fosse volutamente contro di te.
Nel primo caso possiamo arrabbiarci con la vita ma lo consideriamo, in fondo, uno degli eventi possibili. Nel secondo caso, il fatto che sia stato un evento deliberato ci suscita rabbia, una rabbia che passa molto più faticosamente perché la prendiamo sul personale.
Non saremo tanto occupati a confortarci ma saremo catturati dal fatto che qualcuno sia stato contro di noi. Giusto o sbagliato che sia siamo più attratti da questo che dalle conseguenze del bagno inaspettato. Succede così molte volte: se quello che accade sembra essere deliberatamente contro di noi è molto più difficile lasciarlo andare. Prenderla in maniera personale complica le cose e sposta l’attenzione dalla riparazione alla paranoia. Perché molto spesso non è vero che quello che accade sia deliberatamente contro di noi: è solo la nostra paura che ce lo fa percepire così. E la conseguenza – paradossale – è che siamo molti più trascuranti nei nostri confronti se riteniamo che il danno sia stato provocato da altri. Come se avessero loro l’obbligo di consolarci e non noi stessi. La responsabilità del nostro benessere ci appartiene e quello che riceviamo dagli altri è un corredo di grande arricchimento ma non sono gli altri i responsabili della nostra felicità.
Gioia e dolore si alternano perchè nella vita è inevitabile provare entrambe e durano tanto quanto ci rimaniamo aggrappati. Se stiamo aggrappati al dolore nel vano sforzo di protestare per quanto è successo, quel dolore dura molto più a lungo.
Non cercare il colpevole del tuo dolore, della tua difficoltà: metti le tue energie nella consolazione. Se qualcuno voleva davvero farti del male, gli dimostrerai così che non c’è riuscito.
È importante comprendere che la felicità non dipende dal fatto che le circostanze esterne siano esattamente come le desideriamo. O dal fatto di essere esattamente come vorremmo. La felicità deriva, piuttosto dal fatto di amare noi stessi e accogliere la nostra vita così com’è, sapendo che gioia e dolore, forza e debolezza, successi e fallimenti sono esperienze inevitabili della vita. Kristin Neff
Pratica di mindfulness: Compassione per il sé ansioso
© Nicoletta Cinotti 2024 Il Programma di Mindful Self-compassion online. Very early bird
