L’autrice: Anjali Sawhney
Anjali Sawhney è una Life Coach, e un’insegnante certificata di Leadership Embodiment, un approccio di coaching somatico basato sull’Aikido e la Mindfulness. Ha collaborato con Van Jones e il suo team nelle iniziative di giustizia sociale di Dream Corps, e ha lavorato direttamente con studenti BIPOC (Black, Indigenous, and People of Color) sottorappresentati, persone senzatetto e in fase di recupero. Ha il merito, per me significativo, di aver pensato all’inizio dell’esperienza di genitorialità con uno sguardo sia rigoroso che innovativo. Diventare genitori è meraviglioso (e incredibilmente stressante) e spesso è una fase in cui l’attenzione è sui neonati più che sui nuovi e inesperti genitori
Sfide della prima Genitorialità e il ruolo della mindfulness
Nel suo lavoro, Sawhney esplora le complessità dell’accudimento di un neonato. Pur descrivendo questa esperienza come meravigliosa, riconosce le numerose sfide che comporta: notti insonni, cambiamenti ormonali, difficoltà nel conciliare lavoro e famiglia, e il confronto con molte incognite. Inoltre, l’arrivo di un nuovo bambino può risvegliare emozioni complesse legate alla propria infanzia, rendendo talvolta difficile essere pienamente presenti.
Il tempo che una volta poteva essere dedicato alla meditazione, allo yoga, all’esercizio fisico o alla vita sociale spesso diventa un lusso inaccessibile per i neo-genitori. È qui che Sawhney propone la mindfulness come alleato strategico: essere intenzionalmente presenti e accettare ciò che è, senza il bisogno di aggiungere ulteriori “compiti” alla già lunga lista di responsabilità genitoriali.
Esperienza personale: adozione e gravidanza
L’approccio di Sawhney è radicato nella sua esperienza personale. Ha adottato il suo primo figlio, Jai, dall’Asia meridionale, un processo che ha richiesto un anno di burocrazia e visite a domicilio, seguito da quasi due mesi trascorsi in India per finalizzare il visto del bambino. La sua seconda figlia, Aanika, è biologica, nata da una gravidanza considerata leggermente ad alto rischio data l’età superiore ai trentacinque anni. Questo periodo ha comportato significative fluttuazioni ormonali e un parto cesareo che ha temporaneamente limitato la sua mobilità.
Attraverso queste esperienze diverse ma ugualmente intense, Sawhney ha sviluppato e affinato pratiche di mindfulness che l’hanno aiutata a costruire resilienza, permettendole di concentrarsi sulla famiglia e sul lavoro.
Quattro Pratiche Chiave di Mindful Parenting
1. Meditazione della Gentilezza Amorevole
Sawhney evidenzia come i neogenitori spesso sperimentino livelli elevati di preoccupazione e ansia. La meditazione della gentilezza amorevole, insegnata dal Buddha stesso ai monaci che avevano paura in una foresta, si basa sul principio che amore e paura non possono coesistere.
La pratica consiste nel pronunciare frasi gentili mentre si visualizzano diverse persone, iniziando da se stessi (“Che io possa essere felice. Che io possa essere in salute. Che io possa sentirmi al sicuro”), per poi estendere questi auguri al proprio bambino e/o partner, a una persona neutra come il postino, e infine, se ci si sente pronti, a qualcuno con cui si hanno difficoltà.
2. Respirazione Consapevole
Quando si è sopraffatti da pensieri sul passato o ansie per il futuro, la respirazione consapevole offre un ancoraggio al momento presente. Sawhney descrive come, durante il primo anno di vita dei suoi figli, iniziava semplicemente notando il proprio respiro e quello del bambino, concentrandosi poi su dove lo sentiva nel corpo. Se necessario, allungava le espirazioni con il suono, spesso mettendo una mano sulla pancia per attivare il sistema nervoso parasimpatico e promuovere calma.
L’aggiunta di un’intenzione alle inspirazioni ed espirazioni (“Inspiro calma, espiro pace” oppure “Inspiro pace, espiro amore”) le permetteva di creare spazio mentale e occuparsi dei bisogni del bambino con maggiore chiarezza.
3. Coinvolgere i Sensi
Riconoscendo che le pratiche formali di meditazione possono diventare inaccessibili nella frenesia della neo-genitorialità, Sawhney propone di coinvolgere intenzionalmente i sensi durante le attività quotidiane. Mentre cambiava i pannolini, nutriva o cullava il bambino, si concentrava sulla consistenza dei materiali, la morbidezza della pelle del bambino, il suono del suo respiro e dei suoi gorgheggi, osservando i minimi dettagli dell’ambiente circostante.
Questa pratica si estendeva anche a momenti semplici come bere acqua, assaporandone il gusto e sentendola scendere per la gola. Particolarmente rigeneranti erano le brevi passeggiate nella natura, dove il canto degli uccelli, il profumo dei fiori e la sensazione di tenere in braccio il bambino diventavano oggetti di attenzione consapevole, creando un benessere che persisteva anche dopo il rientro a casa.
4. Accettazione e Lasciar Andare
Sawhney descrive il percorso graduale verso l’accettazione e il lasciar andare, iniziando da piccole cose come non misurare la durata dei pisolini del bambino, fino ad arrendersi il più possibile al ritmo naturale del bambino. Questo approccio le ha permesso di essere più rilassata anche riguardo alle tappe evolutive più significative.
Una tecnica specifica che ha trovato utile è l’etichettare i pensieri mentre il bambino si addormentava. Questa pratica del “notare” consiste nell’osservare le distrazioni mentali, etichettarle (ad esempio “pensare”, “pianificare”, “giudicare”, “preoccuparsi”, “ricordare”) e poi lasciarle andare, riconoscendo che pensieri e sentimenti sono transitori.
L’Importanza dell’Integrazione Quotidiana
Queste pratiche sono più efficaci quando integrate nella routine quotidiana, piuttosto che utilizzate solo nei momenti di forte stress. Con la pratica regolare, la mindfulness diventa più automatica e si inizia a notare quanto più spazio mentale ed emotivo si crea quando si è veramente presenti.
Pur riconoscendo che è naturale ritrovarsi ancora in “pilota automatico” o reagire in modi non sempre ottimali, in mezzo alle sfide e al caos, la genitorialità rimane un viaggio miracoloso di cura di una nuova vita preziosa e di espansione della propria famiglia. Don’t worry: be happy!
© Nicoletta Cinotti 2025
Il Complesso di Superiorità
Il Complesso di Inferiorità




