Il nostro desiderio massimo (almeno il mio) è stato, per molto tempo, quello di costruire una vita dove non ci fossero delusioni. A volte mi sembrava che fosse necessario uno sforzo di realismo tale che rinunciavo a qualcosa per non fare quell’atto estremo di realismo che assomigliava più alla sfiducia che alla concretezza. Eppure le delusioni hanno avuto sempre una spinta evolutiva. Mi hanno dato il coraggio di cambiare in una direzione che, senza quella sonora delusione, non avrei saputo percorrere. Le delusioni che ho vissuto, alcune molto inaspettate e dolorose, altre pre-sentite ma ostinatamente negate, mi hanno dato la misura del coraggio e la misura della mia volontà di starci di fronte senza scappare. Sono delusioni che hanno un nome eppure la differenza l’ha fatta proprio lo smettere di identificarle con una persona precisa e con una storia vissuta. A un certo punto ho cominciato a considerarle come la possibilità di vedere che cosa era davvero in grado di mettere in moto nella mia vita. Non aveva senso contionuare a metterle dentro una storia relazionale. Avevo bisogno di renderle amiche della trasformazione. Le ho guardate come messaggeri che mi avvertivano che dovevo cambiare direzione e sono state una prova di sincerità e flessibilità. La sincerità di andare incontro alla vulnerabilità con gentilezza e tenerezza. Perchè dentro di me la self-compassion parla italiano: si chiama tenerezza
La tenerezza non è debolezza, ma il fondamento della vera forza interiore. La fiducia nella tenerezza significa credere che meritare gentilezza non dipenda dalla perfezione. È riconoscere che la nostra umanità, con tutte le sue imperfezioni, è degna di comprensione. Quando cadiamo, la tenerezza ci aiuta a rialzarci senza il peso della vergogna.
Esercizio: La prossima volta che commetti un errore, prova a posare una mano sul cuore e dirti: “Questo è un momento difficile. La sofferenza fa parte della vita. Posso essere gentile con me stesso in questo momento.” Nota come questo semplice gesto può trasformare la tua esperienza.
La perfezione non è umana. La perfezione umana è imperfezione, nei nostri cuori magnifici che hanno la capacità di amare nonostante. Pema Chödrön
Pratica di mindfulness: Coltivare tenerezza
© Nicoletta Cinotti 2025 Il programma di Mindful Self-compassion
