mindfulness continuum
L’intimità, le difese e l’abbandono
L’intimità è un bene prezioso: lo cerchiamo in tutte le relazioni che ci sono care. Soffriamo la sua mancanza e la inseguiamo come un assetato cerca l’acqua, come una lucertola cerca il sole.
Ne abbiamo bisogno per andare avanti perché la sensazione di isolamento ed esclusione è una delle sensazioni più difficili da tollerare.
Abbiamo solo bisogno di ricordarci che l’intimità è ridotta dalle nostre difese. Perché l’intimità chiama l’abbandono e l’apertura. Le difese chiamano la chiusura e il contegno. A volte ci raccontiamo che ci abbandoneremo a chi varcherà le nostre difese. Come nelle favole. Ma quando questo accade rimane il sospetto e il dubbio. Perché l’intimità – quella vera – ci coglie sempre di sorpresa.
L’intimità può manifestarsi in qualsiasi istante: è un atto di abbandono, un dono che non esclude niente. Jack Kornfield
Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro
© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness ed emozioni
Poche parole ancora sul dire la verità
Stamattina la semplice passeggiata che faccio abitualmente da casa a studio è difficile. Perché non si attraversa ancora la zona più alluvionata. Quella che facevo ogni volta. Proprio quel tunnel, proprio quel passaggio.
E io non riesco ancora a parlare di altro perché sono ancora tutta lì. Mi dico che dovrei, che potrei, com’è successo, essere malinterpretata. Eppure questo blog è un atto di onestà quotidiana in cui dico la verità. Quella piccola personale e soggettiva, senza occuparmi di quanto e come viene letta. E’ vero che non ho avuto danni diretti. E’ vero che sono stata fortunata e sono riuscita a scansare il grosso dell’onda. E’ vero che non posso essere insensibile e mettere sotto silenzio il dolore quando c’è.
Quando mettiamo sotto silenzio la verità neghiamo ad una parte di noi di esistere ed esprimersi. Neghiamo la realtà di ciò che è presente. Dire la verità significa dire le cose per come le percepiamo, impone, per quanto ci siano i pensieri, la supremazia della percezione. E questo accade sempre. E’ forse l’unico atto comunicativo in cui la supremazia della percezione prende potere sui pensieri e li organizza. E non viceversa.
La consapevolezza aiuta a non trascendere ma la base della verità è la percezione. Ecco perché le nostre parole, quando diciamo la verità, sono così potenti. Perché sono reali.
Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro
© Nicoletta Cinotti 2014 Dire la verità
Imparare con gentilezza
Passiamo la vita ad imparare. Alcune cose le impariamo per ripetizione semplice e quotidiana. Altre perché abbiamo una motivazione interna, una spinta psicologica e biologica insieme. Ci ritroviamo a saperle fare e non sappiamo nemmeno perché. Alcune poi le impariamo a scuola.
Malgrado sia chiaro che siamo organizzati per imparare, non siamo esonerati dal provare turbamento quando ci accorgiamo di qualcosa che non va o di qualcosa che non sappiamo. Così spesso rispondiamo forzando noi stessi o gli altri, nella direzione desiderata. Cerchiamo strategie, soluzioni, piani. Convinti che spingere e forzare diminuisca il tempo necessario per cambiare e tornare al benessere desiderato.
Quella forzatura non serve. Produce solo resistenza e ribellione. Interferisce con la nostra spontanea capacità di crescita. Non cambieremo con la forza ma piuttosto permettendoci di essere toccati così profondamente da attivare le nostre risorse di crescita e autoregolazione naturali. Cambieremo permettendoci di imparare dall’esperienza fatta, non cercando di correggere o cancellare ciò che è già avvenuto.
Perché la nevrosi non guarisce spontaneamente come molte altre malattie? La risposta è che la nevrosi interferisce con il processo di guarigione. E’ come se continuassimo a togliere la crosta dalla ferita. Sono le difese e le resistenze che tengono viva la ferita. Questo è ciò che significa lottare contro il proprio destino. Lottare contro ciò che è già avvenuto. A. Lowen
Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro
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Eventi correlati
Se sei interessato a sperimentare la mindfulness ti segnalo i seguenti eventi:
Genova,9 Ottobre 2017 ore 20, Serata mindfulness: Il protocollo MBSR (Clicca sulle parole in grassetto per andare alla scheda evento). Il protocollo MBSR (Clicca sulle parole in grassetto per andare alla scheda evento) inizierà a Genova il 16 ottobre 2017 alle 19,30. Ci sarà anche una edizione a Chiavari
Sede di Genova: Via I. Frugoni 15/2
Sede di Chiavari: Via Martiri della liberazione 67/1
Conoscere i limiti e la compassione
Sperimentare i propri limiti spesso si accompagna con un senso doloroso di vergogna, imbarazzo o disagio.
Questi sentimenti nascono dall’aver avuto un’immagine non realistica di se stessi o di come era la realtà.
Sono sentimenti connessi alla “discesa” dall’alto, non alla crescita dal basso.
La crescita dal basso è gioiosa e fiduciosa.
Sono sentimenti che nascono anche perché, spesso nascosto, abbiamo un giudice sempre in azione. Una specie di Pubblico Ministero che non va mai in ferie e che è sempre pronto ad emettere sentenze.
Se ogni volta che incontriamo i nostri limiti iniziamo a confortarci, come faremmo con un bambino che è appena caduto, sarà molto più facile riprendere a crescere dal basso.
Poesia del giorno: Non sto pensando a niente
Pratica del giorno: Self compassion breathing
© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica
Infelicemente narcisista
Tutti noi abbiamo incontrato qualche narcisista nella nostra vita. Tutti noi siamo, qualche volta, narcisisti.
A volte suscitano ammirazione, altre volte rabbia.
Raramente riusciamo a vedere cosa sta dietro quella maschera efficace e intangibile.
Quello che sta dietro il nostro narcisismo è un sottofondo di solitudine e inadeguatezza, una sensazione ben radicata che nessuno potrà mai soddisfare i nostri bisogni emotivi. Una sensazione sotterranea di difetto e non amabilità che rende ciò che è più curativo al mondo – le relazioni d’affetto – un luogo pericoloso e misterioso.
Ricucire quella solitudine significa riportare alla luce il nostro vero sé e la nostra vulnerabilità.
Vale davvero la pena di correre il rischio di continuare ad amare. Anche in autunno, anche in inverno.
Senza una resa dell’Io narcisistico non è possibile abbandonarsi all’amore. Senza tale abbandono, la gioia è impossibile. Resa non significa (…) sacrificio dell’Io. Significa invece che l’Io riconosce il proprio ruolo subordinato al sé, la propria funzione di organo di coscienza e non di padrone del corpo. A. Lowen
Pratica del giorno: La consapevolezza del respiro
© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness e bioenergetica
