Mi sono accorta che spesso le parole escono dalla nostra bocca a caso. Ripetiamo quelle che abbiamo imparato. Ci fanno sentire vestiti e invece, le parole vere, dovrebbero spogliarci. Mostrarci, renderci vulnerabili. Dovrebbero toccare perché ci hanno toccato prima e hanno trasformato il nostro cuore e la nostra mente. Come possiamo pensare che le parole che diciamo e quelle che ascoltiamo siano neutre? Come possiamo se la nostra mente pensa così tanto in parole? E com’è confortante quando troviamo la parola giusta! Le parole giuste fanno fiorire la nostra comunicazione, quelle vuote la fanno appassire.
Forse ti domanderai dove possiamo cercare le parole giuste: io le ho trovate nella poesia. Non ho mai scritto una poesia ma le poesie mi hanno insegnato a parlare. Certamente ho chiara la faccia di mio figlio quando cerco di condividere qualche poesia. Mi guarda disperato e divertito come a dire “No, davvero non le capisco” Le poesie non vanno capite: vanno sentite e dalle poesie nascono altre parole. Le parole nostre. Quelle vere, sincere. Quelle che non servono per nasconderci ma per rivelarci. Cerca le tue parole, le parole che ti mostrano. Ascolta le parole degli altri e cosa rivelano. E quei suoni cambieranno la tua mente perché cambiano il tuo modo di sentire. Non cercare di capirle, lasciale cantare. Oppure come dice una canzone di cui non ricordo l’autore, “Alzati, alzati e grida il tuo nome”. Perché quando lasciamo che escano le parole che ci mostrano è come se nascessimo di fronte agli occhi del mondo. Potresti obiettare che non si può dire tutto: verissimo. Infatti si può stare in silenzio, un silenzio benefico, molto più benefico delle parole vuote o dette per nasconderci. Perché parlare è anche, e soprattutto, imparare a ascoltare il silenzio nostro e altrui e riconoscere di quante sfumature può essere fatto un silenzio
Poesia come gioia corale
poesia come movimento
poesia come arco vitale
poesia come ringraziamento
(medicina\ di ogni mio tormento) Francesca Genti, Manifesto Sartoria Utopia
Pratica informale: Oggi cerca una parola, una parola che sia vera, che dice di te, anche a te stesso, dove sei ora.
Pratica di mindfulness: Parole che guariscono
© Nicoletta Cinotti 2024 Scrivere storie di guarigione
