Freddo, adesso.
Vicino al limite. Quasi
insopportabile. Nuvole
si accumulano e disperdono
dal nord dell’orso bianco.
Questa mattina che spacca gli alberi
sogno le sue impronte grasse,
la sugna che salva la vita.
Penso all’estate e ai suoi frutti luminosi,
fiori che si gonfiano in bacche, foglie,
manciate di grano.
Forse quello che il freddo è, è il tempo
in cui misuriamo l’amore che abbiamo sempre avuto,
segretamente,
per le nostre ossa, l’amore duro,
affilato come un coltello
per il caldo fiume dell’io, oltre
ogni cosa; forse
è questo, quello che significa la bellezza
dello squalo blu che fila verso le
capriole delle foche.
Nella stagione della neve,
nel freddo incommensurabile,
diventiamo crudeli ma onesti; ci
manteniamo vivi,
se ci riusciamo, prendendo uno
dopo l’altro
i corpi necessari degli altri,
i molti fiori rossi schiacciati.
© Mary Oliver in Primitivo americano

