
Qualche giorno fa è successo un episodio piuttosto divertente. Ero nel paese in cui vivo, esco dal negozio di alimentari dove ho fatto un po’ di spesa e sento un profumo pazzesco di vaniglia, latte. Un profumo di casa, di mamma, di innocenza. Annuso l’aria per capire da dove arriva. La strada è una strada pedonale abbastanza stretta che forse ha reso l’odore più percepibile. Mi fermo alla porta del fornaio per capire se arriva da lì ma niente. Cammino, seguendo la scia di profumo e davanti a me vedo una coppia giovane, semplice, in tenuta da spiaggia che cammina in mezzo alla strada quasi mano nella mano. Mi sembra che il profumo arrivi da lì.
Allungo il passo e più mi avvicino più il profumo si fa intenso. Poi, con la faccia tosta che mi dà l’avere i capelli bianchi, le busso gentilmente alle spalle e le chiedo, “Hai un profumo pazzesco, che ha inondato tutta la strada. Che profumo è?” Lei mi guarda sorridendo, mi chiede se sono sicura. Sicurissima, le rispondo, e con un sorriso mi dice il nome del profumo. A quel punto lui, che aveva guardato incuriosito la scena, le chiede, “Hai messo il profumo?”
Camminava accanto a un panorama odoroso ma non lo sentiva, forse assuefatto dalla vicinanza o dall’abitudine. Ecco questo è quello che perdiamo quando non sentiamo. Perdiamo tanto e non ce ne accorgiamo: che peccato!
«Quando sarà finita, voglio poter dire: tutta la vita | sono stata una sposa della meraviglia. | … Non voglio finire con l’avere solamente visitato questo mondo».Mary Oliver, Primitivo americano
Pratica di mindfulness: La mente del principiante
© Nicoletta Cinotti 2025 Il programma di mindful self-compassion
