Spesso associamo il non giudizio e l’accettazione con un atteggiamento di passività. In realtà sono un invito ad essere curiosi verso il flusso della mente senza combatterlo. Non giudizio significa riconoscere quello che ci piace distinguendolo da quello che non ci piace senza trasformarlo automaticamente nella convinzione di avere ragione ma considerandolo una motivazione alla cura.
Quando giudichiamo infatti rischiamo di perdere la motivazione alla cura, sia che si tratti di un aspetto nostro che di una caratteristica altrui, come se quello che riceve una valutazione negativa fosse qualcosa di cui dobbiamo liberarci. È qui che l’accettazione si accompagna alla sospensione del giudizio, permettendoci di riconoscere che, forse propri perché è un aspetto che non apprezziamo, richiede ancora più cura.
Una cura che passa attraverso 5 passi: calmarsi e rallentare, riconoscere e nominare, tollerare, prestare attenzione, fare spazio. Questi cinque passi sono tutt’altro che statici. Sono così dinamici che possiamo accorgerci dove il nostro andare si arresta, in cerca di qualche ragione per dire che non ne vale la pena.
“Niente dura”, Quanto è amaro il pensiero che accompagna ogni perdita
“Niente dura”. È anche una promessa di conforto
pena e speranza tengono i due capi della corda
figlie gemelle dell’impazienza
Una indossa l’abito di lana, l’altra di cotone. Jane HirshfieldPratica di mindfulness: La pazienza
© Nicoletta Cinotti 2023 Scrivere la pace nel cuore


