Ci sono tanti modi di far fronte alla paura, e, nel tempo, ognuno mette in azione la propria strategia preferita. C’è chi rimpicciolisce la vita fino a farne un francobollo di sicurezza in cui sperare che non succeda nulla, chi rimane immobile, chi ha riti propiziatori, chi si aggrappa a qualche sicurezza: il lavoro, gli affetti familiari, una relazione affettiva.
In ogni caso la paura fa due effetti: da una parte attiva e dall’altra ci rende cauti e controllanti. Controllare è paradossale: non offre davvero nessuna sicurezza ma illude che sia possibile essere prontə e quindi al sicuro.
Il paradosso del controllo raggiunge il massimo quando pretendiamo di controllare il nostro stato mentale, di scegliere quali emozioni provare, quale umore avere, quanto e come essere felici. È questo tipo di controllo che sta dietro ai piani di miglioramento e che finisce, prima o poi, con una delusione: “Con tutto quello che ho fatto mi ritrovo ancora qui!” . Perché la vita non permette di controllare gli eventi. permette solo di essere preparati all’impreparazione, amici dell’incertezza. È l’accettazione che ci permette di influenzare indirettamente ciò che non possiamo controllare direttamente.
Abbiamo paura. Siamo convinti che stia per succedere un guaio, perché abbiamo molta fiducia nella stabilità e moltissima sfiducia nel cambiamento che sfugge il controllo.Se siamo noi a decidere di cambiare, siamo disponibili a impegnarci, ma se è la vita che ci presenta il cambiamento siamo piuttosto sospettosi. Dev’essere perché l’imprevisto ci rende vulnerabili e temiamo la vulnerabilità e l’apertura.
Pratica di mindfulness: Praticare con gli imprevisti
© Nicoletta Cinotti 2025 Il protocollo MBSR online



