Perdiamo così tanta energia cercando di nascondere chi siamo, quando sotto ogni attitudine è il desiderio di essere amati, e sotto ogni rabbia è una ferita da rimarginare e sotto ogni tristezza è la paura che non ci sarà abbastanza tempo. Quando esitiamo a essere diretti, senza saperlo ci infiliamo qualcosa addosso, qualche ulteriore strato di protezione che ci impedisce di sentire il mondo, e spesso quella sottile coperta è l’inizio di una solitudine che, se non dismessa, diminuisce le nostre possibilità di gioia. È come indossare guanti ogni volta che tocchiamo qualcosa e poi, dimenticando che abbiamo scelto di indossarli, lamentarci che nulla sembri reale al tatto. Ogni giorno la nostra sfida è non vestirci per affrontare il mondo ma toglierci i guanti in modo da sentire che la maniglia della porta è fredda e la maniglia dell’auto è umida e sentire che il bacio di arrivederci è come le labbra di un altro essere, morbido e irripetibile.Mark Nepo, Il Risveglio
poesia del giorno
Il blocco dello scrittore
Scriverò una poesia…
quando mi sarò fatto un altro bicchiere quando morirà una persona cara
quando smetterà di piovere
quando arriveranno lettere minacciose quando quell’otturazione sarà sostituita
quando mia moglie mi lascerà
Non come qualcosa che ostruisce lo scarico
un oggetto estraneo incastrato in una curva a u del cervello
Ma come il blocco del boia
è così che ti ho sempre immaginato.
Senza un’idea in testa, ho gli occhi bendati
e sono condotto dalla mano gentile di una Musa
sul patibolo annerito dal sangue,
dove sono costretto a inginocchiarmi fra la paglia.
Allungo il collo nella mezzaluna scheggiata
e mentre la folla urla impaziente
intono un mantra di deboli scuse
nella speranza che arrivi ispirazione…
quando troverò la penna giusta quando l’assegno sarà spedito
quando i bambini usciranno di casa
quando l’alcool farà effetto
quando la luna sorgerà come questo o quello quando smetterò di preoccuparmi.
Come per magia, tutto questo succede all’istante.
Un’incredibile coincidenza! Agguanto la penna giusta.
Un silenzio rassicurante… Sorpreso d’improvviso
da un sibilo, un’onda d’aria fresca. Roger McGough (l’ultimo dei miei folli innamoramenti poetici)
Tutte noi dai tre anni in poi
siamo in fase acuta brillantini
non guariamo mai, aspettiamo
la caduta dei dentini da latte
la mattina i regali nei cuscini
gli unicorni, i baci, le gatte,
un giorno perfetto di luce oro,
la bacchetta magica, la mappa del tesoro.
tutte noi dai tre anni in poi
aspettiamo qualcosa per noi
Francesca Genti, Anche la sofferenza ha la sua data di scadenza
Ogni attimo di felicità
Ogni attimo di felicità,
pagato al prezzo durissimo della sua perdita,
ci spinge a seppellirlo,
come certi animali fanno con i loro rifiuti.
Donatella Bisutti
Il Natale delle parole
mi basta la restituzione
Fa che tornino indietro le parti
di me dimenticate per strada, le parole che non mi hai detto.
Quelle che non ti ho detto.
Quelle che ho nascosto
per vergogna, paura o compiacenza
Quelle che ho creduto non avessero gli onori del mondo.
Parole che avevamo nel cuore
E li sono rimaste
Niente che provi che fossero mie
se non il fatto che
è proprio me che aspettano
come bambini all’uscita di scuola
Bambini che hanno paura
di diventare parole dimenticate
Tornare a casa non è camminare cercando
la strada per essere migliore
ma sentire che non c’è ghiaccio nel cuore
Che le parole che non ti ho detto
Quelle che non mi hai detto
Possono uscire allo scoperto
Quando sono libera
dall’ansia dell’approvazione
davanti a me e al mondo
è Natale
Il Natale delle parole
Che tornano al loro posto
Buon Natale
©Nicoletta Cinotti
Cose piccole
I quadretti del tovagliolo,
il cemento tra le piastrelle,
la coda arrotolata
attorno al gatto,
i fiori disegnati
e i cuscini sul divano,
le crepe nel muro,
i fili appesi
dei tram.
Cose piccole,
che conosco.
Arikita
