Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta
Fernando Pessoa


Spesso rivelano degli schemi abituali di risposta, automatici e non sempre costruttivi. Prestare attenzione a questi schemi, senza giudicarli, aumenta la nostra abilità comunicativa e la nostra capacità di mindfulness. Molto spesso siamo capaci di capire quando la luce è rossa – e quindi aspettare – di muoverci quando la luce è verde – e quindi procedere – ma entriamo nel caos di fronte alle comunicazioni ambigue, incerte. La mindfulness ci insegna come rimanere stabili quando veniamo feriti o rimaniamo delusi. E ci offre la possibilità di non peggiorare la situazione durante questi periodi di incertezza.

Certe liti, certe “armi letali” scagliate nella comunicazione rompono i fili che costruiscono la corda del nostro legame e, ad un certo punto, senza che lo vogliamo o ce ne rendiamo conto, arriva la rottura, come nella foto a fianco. Non è detto che sia la lite peggiore. Solo che le precedenti avevano rotto, volta dopo volta, i molti fili che la formavano. E una volta che la corda è rotta non è detto che sia possibile ripararla.
