Ti sei mai chiesta o chiesto quanto spesso il tuo cervello ti gioca brutti scherzi? Lascia che ti racconti di un affascinante esperimento condotto dallo psicologo Daniel Simons che ha messo in luce proprio questo aspetto della nostra mente.
Immagina di essere per strada, quando qualcuno ti ferma per chiedere indicazioni. Mentre stai spiegando la strada, due persone passano tra te e il tuo interlocutore trasportando una porta. Quello che non sai è che in quel brevissimo momento di interruzione, la persona con cui stavi parlando viene sostituita da un’altra completamente diversa: diversi vestiti, diverso taglio di capelli, perfino una voce differente. Sorprendente? Ancora di più è scoprire che solo la metà delle persone coinvolte nell’esperimento si è accorta del cambio!
È come se il nostro cervello fosse un teatro dove il “pilota automatico” spesso ruba la scena alla nostra consapevolezza. Questo meccanismo non è un difetto, ma piuttosto un ingegnoso stratagemma evolutivo che ci permette di superare uno dei nostri limiti più grandi: la capacità di concentrarci veramente su una sola cosa alla volta.
Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente sopraffatto, con la sensazione che tutto ti stia sfuggendo di mano? Ecco, quello è il momento in cui la tua “memoria operativa” sta traboccando.
Il pilota automatico ci viene in soccorso creando delle scorciatoie mentali: le abitudini. È come avere delle strade pre-impostate nel cervello. Ma attenzione: proprio come in un gioco del domino, un’abitudine può innescarne un’altra, e poi un’altra ancora. Ti è mai capitato di guidare fino a casa dopo il lavoro, dimenticandoti completamente che avevi un aperitivo con gli amici?
Con il passare del tempo, questi automatismi possono diventare sempre più invasivi, infiltrandosi non solo nelle nostre azioni ma anche nei nostri pensieri. È come essere intrappolati in un loop mentale dove un pensiero abituale ne genera automaticamente un altro, in una catena potenzialmente infinita. Questo non è esser vivi: è essere efficienti.
Pratica informale di mindfulness: Oggi domandati più volte, voglio essere viva, vivo o voglio essere efficiente? Sono disponibile ad accettare la vita che perdo a favore dell’efficienza?
© Nicoletta Cinotti 2025 Inverno: accogliere


