Credo di aver avuto tanti padri nello stesso padre e ogni anno questo giorno è l’occasione per incontrarlo di nuovo. A volte mi sembrava un eroe, altre volte una persona indifferente ai miei bisogni. Spesso era lontano, raramente era lui ad avvicinarsi. Era un uomo sorridente, molto silenzioso e difficile da decifrare perché non perdeva mai il controllo e raramente lasciava spiragli improvvisi. Per questa ragione ho avuto tanti padri: perché mi chiedevo sempre cosa volesse dire visto che non sapevo mai con esattezza cosa pensasse. Gli ho perdonato molte cose, il suo egoismo, il fatto che non mi cercasse mai, la sua avarizia.
L’ho difeso rispetto agli attacchi di mia madre e solo troppo tardi ho capito che aveva ragione lei. Alla fine aveva ragione anche Freud: ho sposato un uomo che era il padre che avrei desiderato e questo non è stato un successo anche se ho avuto un matrimonio sereno. Sono tante le persone che hanno avuto ragione mentre io mi sbagliavo perché l’amore confonde le acque e fa vedere solo quello che conferma il proprio desiderio.
Quello che davvero non sono riuscita a perdonare è il suo maschilismo, frutto della sua generazione. Perché parlarne oggi, che è la festa del papà? Perché malgrado tutto questo non ho mai smesso di volergli bene e questa è la prova più certa che non dobbiamo impegnarci molto per essere amati perchè l’amore sta nel cuore di chi ama.
Buona festa babbo!
Pratica di mindfulness: Ri-conoscenza
© Nicoletta Cinotti 2025
A questi due modi di pensare corrispondono due forme di “memoria di lavoro” dove le informazioni possono essere temporaneamente conservate ed elaborate. La memoria di lavoro implicativa è più antica in termini di sviluppo evolutivo e, cosa importante, ha un input relativamente diretto dai sistemi sensoriali, in particolare quelli provenienti dal corpo. È una memoria procedurale che si basa sull’esperienza e sulle sensazioni fisiche. La memoria di lavoro proposizionale è più recente, è legata all’apprendimento del linguaggio in termini di sviluppo evolutivo ed è distante dalle informazioni sensoriali, ricevendo informazioni dai sensi solo dopo che queste sono state pre-elaborate.
