Ogni giorno
penso alla morte.
Alla malattia, alla carestia,
alla violenza, al terrorismo, alla guerra,
alla fine del mondo.
Aiuta,
tiene la mente lontana dalle cose.
Roger McGough, Eclissi quotidiane, Medusa Edizioni. Traduzioni di Franco Nasi
Ogni giorno
penso alla morte.
Alla malattia, alla carestia,
alla violenza, al terrorismo, alla guerra,
alla fine del mondo.
Aiuta,
tiene la mente lontana dalle cose.
Roger McGough, Eclissi quotidiane, Medusa Edizioni. Traduzioni di Franco Nasi
Non ricordo
se siamo ancora vivi
Non ricordo
se esiste il vento
Non so più dove
abita la mia memoria
Non so più
se sono l’inseguito
o l’inseguitore
Muore l’albero
con gli uccelli dell’oblio
Il sole morde la polvere
ed è notte
Sterzo dal mio cammino
che mi parla del tempo
Il silenzio richiama i fratelli di un tempo
la seta del cielo blu
si strappa tra le mie dita pallide
Avevo una storia da raccontare, viva,
raccontamela, se vuoi, perché soltanto se seguo
la tua storia si accende il dolce lume dell’avvenire.
©Jean Cayrol, Pangea, Rivista avventuriera di cultura & idee
una poesia segue le premesse della guerriglia urbana. Non rivela mai identità o indirizzi. Stabilisce che i punti d’incontro non vengano messi per scritto ma solo memorizzati. Elimina dai suoi archivi nome legali o illegali e ogni sorta di informazione biografica, mappe e piani. Non permette a nessuno di conoscere la totalità degli elementi in campo.
Una poesia è un esercizio di dissidenza, una professione di incredulità nell’onnipotenza di ciò che è visibile, stabile, appreso. Una poesia è una forma di apostasia.
Non c’è vera poesia che non faccia del soggetto un fuorilegge. Una poesia obbliga a pernottare nella solitudine dei boschi, in campi innevati, in rive incontaminate.
Che altra verità esiste nel mondo se non quella che non appartiene a questo mondo?
Una poesia non cerca l’inesprimibile: non c’è uomo pio che, nell’agitazione della sua pietà, non lo cerchi. Una poesia restituisce l’inesprimibile. Una poesia non conquista la purezza che affascina il mondo. Una poesia abbraccia precisamente l’impurezza che il mondo ripudia.
@José Tolentino Mendonça tradotto da Teresa Bartolomei
Essere vivi
Essere vivi essere vivi ora vuol dire avere sete
essere abbagliati dal sole fra gli alberi ricordare all’improvviso una melodia
starnutire
tenerti per mano
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire minigonna
un planetario
Johann Strauss
Picasso
le Alpi
vuol dire imbattersi in tutte le cose belle e poi
essere attenti e opporsi al male che vi si nasconde
essere vivi
essere vivi ora vuol dire poter piangere
poter ridere
potersi arrabbiare
vuol dire libertà
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire un cane che abbaia in lontananza ora
la terra che sta girando ora
da qualche parte il primo vagito che si alza ora
da qualche parte un soldato ferito ora
è un’altalena che dondola ora è l’ora che passa ora
essere vivi
essere vivi ora
vuol dire il battito d’ali degli uccelli
vuol dire il fragore del mare
il lento procedere di una lumaca
vuol dire gente che ama
il tepore della tua mano
vuol dire vita.
©Tanikawa Shuntarô in Poeti Giapponesi, a cura di M.T. Orsi e A. Clementi degli Albizzi, Giulio Einaudi editore
Che la marea
che sta entrando anche ora
alla soglia del nostro comprendere
possa portarti fuori
oltre il volto della paura
che tu possa baciare
il vento e poi allontanarti
certo che lui
amerà la tua schiena
che tu possa
aprire gli occhi all’acqua
l’acqua che ondeggia per sempre
e che tu possa nella tua innocenza
navigare tra questa e quello
Lucille Clifton
Progetto finanziato con il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
Programma Regionale Liguria 2021–2027 – Azione 1.2.3 “Supporto allo sviluppo di progetti di digitalizzazione nelle micro, piccole e medie imprese”.
CUP: G34E24003120005

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