Stamattina davanti a me c’è un cielo che sembra un pezzetto di Giappone. Livelli diversi di monti azzurri (chi l’ha detto che i monti sono verdi?). Livelli diversi di nubi grigie tendenti all’azzurro e una striscia di luce che taglia il cielo e lo separa dal mare. La bellezza della mattina presto quando le cose iniziano a svegliarsi ma non sono ancora tutte in movimento e tutto sembra ancora possibile. Sembra possibile che la striscia di luce diventi più ampia; sembra possibile che le nubi diventino più incombenti e si trasformino in pioggia.
Questa è la nostra condizione di incertezza. l’incertezza ha sempre una striscia di luce che taglia il buio. Altrimenti sarebbe disperazione. Quella luce ci rivela l’esistenza delle possibilità ma anche ci rivela quanto è in divenire quello che abbiamo di fronte a noi. Non sappiamo in che direzione volgeranno le cose.
È in questo momento che l’umore fa la differenza. Perché se il nostro umore è basso non sosterremo la nobile fatica dell’incertezza e preferiremo darci una versione – certa e negativa – di quello che accadrà. Se il nostro umore è alto ci metteremo nella luce e decideremo che andrà tutto bene (frase che mi risulta simpatica come una spina nel fianco). Salvo poi trovarci a cadere per terra e tanto più saremo saliti in alto tanto più la caduta sarà stata rovinosa.
Nell’incertezza c’è una nobile fatica: la fatica dell’equanimità. Il riconoscere che quello che adesso sembra piacevole potrebbe rivelarsi in futuro non così positivo e che quello che oggi ci sembra spiacevole potrebbe portare un beneficio futuro. L’incertezza è una fatica perché ci mette di fronte, noi così sapienti, al fatto di non sapere come andrà a finire. ci permette,. come dice Emily Dickinson di abitare la casa delle possibilità.
Io abito la Possibilità
Una casa piu’ bella della prosa
piu’ ricca di finestre
superbe le sue porteE’ fatta di stanze simili a cedri
che lo sguardo non possiede
Come tetto infinito
ha la volta del cieloLa visitano ospiti squisiti
La mia sola occupazione
spalancare le mani sottili
per accogliervi il ParadisoEmily Dickinson
Pratica di mindfulness: Be water
© Nicoletta Cinotti 2020 Parole che si poggiano sul cuore
Secondo ostacolo: Sei sempre il solito pasticcione. Nel tempo finiamo per conoscere molto bene le persone che amiamo – o forse ne siamo convinti – e quindi tendiamo a cogliere più gli aspetti di ripetizione che quelli di cambiamento. In realtà sono gli aspetti di cambiamento quelli che potrebbero dirci davvero in quale direzione si sta muovendo la relazione ma, invece di vederli, siamo (o diventiamo) ciechi al cambiamento. Non è affatto insolito: si chiama changing blindness. Poiché spesso siamo più attenti ai problemi che alle novità positive, mettiamo tutta la nostra attenzione su quello che non funziona e non ci accorgiamo dei piccoli – o grandi – cambiamenti che stanno avvenendo. Questo produce tensione e scoraggiamento nella relazione. Le persone non hanno bisogno che il loro errore sia messo in evidenza ma hanno bisogno che sia messo in evidenza la loro capacità di cambiamento.

