Quando facciamo bioenergetica capita spesso che emergano vibrazioni, tremori, sensazioni di formicolio diverse dal solito. Forse uniche. Sono quelle sensazioni fisiche che capisci solo se le hai provate. O meglio le provi e non le capisci ma senti che sta succedendo qualcosa. Che il corpo riprende parola. Riprende forza. Riprende vitalità e che non dipende dal tuo controllo. Spesso provocano disagio.
Spesso le persone vorrebbero cancellarle. Ma chi le ha provate davvero, vorrebbe, invece, averle sempre perché sa che dopo ci si sente meglio, più forti, più liberi. Perchè un pezzo della nostra corazza ha lasciato filtrare nuova vitalità. E questa vitalità non passa dall’aver esattamente capito come stanno le cose ma passa dall’aver sentito e dal non aver controllato il linguaggio del corpo. Siamo diventati amici dell’incertezza e non l’abbiamo fatto attraverso il pensiero ma attraverso il corpo.
Questo è qualcosa di unico: offre la libertà che sta prima delle difese. La vitalità che sta prima del trauma. Ci parla attraverso le vibrazioni che, come bagliori, modificano la nostra percezione di noi stessi.
Questa esperienza è così forte che potrebbe farci illudere: illudere che basti passare dal corpo per cambiare tutto senza bisogno di passare dalle parole. Le parole però contengono la nostra storia. Ogni singola parola contiene la nostra storia e porta con sé l’energia di ciò che contiene. Abbiamo bisogno di mettere insieme il linguaggio del corpo e il linguaggio delle parole. Così come abbiamo bisogno di mettere insieme trama e ordito per fare un tessuto. L’uno senza l’altro rende povera la stoffa, lisa e flebile. I fili della trama sono quelli orizzontali e sono il linguaggio del corpo. I fili dell’ordito sono quelli verticali e sono le parole che nascono dal corpo. Il telaio è la nostra vita: non stancarti di tesserla!
La libertà non è non avere ansia. È avere ansia e scegliere cosa farne. Non è non avere paura ma tremare senza averne paura
Pratica del giorno: La classe del mattino
© Nicoletta Cinotti 2025 Il Bundle “Diventare amici dell’incertezza” ti aspetta con un prezzo speciale fino al 25 Dicembre, il giorno dell’uscita del libro “Riflessioni sull’ansia

Ho condiviso la storia della mia bambola, spelacchiata dal troppo amore e molti altri hanno trovato la loro storia del giocattolo tanto amato da diventare vecchio eppure ancora amatissimo. Come nella favola del Coniglio di Velluto di Margery Williams: “Quando sei Vero non ti importa se fa male… In generale, nel momento in cui sei Vero, la maggior parte del tuo pelo se n’è andata per il troppo affetto“. Questo è il bodhicitta buddhista – quel “cuore risvegliato” che è come una ferita aperta, la nostra capacità innata di amare e provare compassione.
Abbiamo esplorato lo spettro dei confini:
Chiudo con l’immagine del gomitolo nelle mie mani. Non è il filo del destino che ci lega inesorabilmente, ma il filo che scegliamo di tessere, momento per momento. Rappresenta il potere di creare connessioni autentiche, non automatiche. Il piacere non di controllare o essere controllati, ma di danzare insieme nell’incertezza.

