poesia
La pazienza delle cose comuni
È’ una specie d’amore vero?
Come la tazza contiene il tè,
Come la sedia si regge gagliarda sulle quattro gambe,
Come il pavimento riceve la suola delle scarpe.
O le dita dei piedi. Come la pianta dei piedi conosce
dove si trova.
Stavo pensando alla pazienza
delle cose comuni, come i vestiti
che aspettano rispettosamente negli armadi.
E il sapone che si scioglie quietamente sui piatti,
E gli asciugamani che assorbono l’umidità
dalla pelle della schiena.
E l’amorevole ripetizione delle scale.
E cosa, infine, è più generoso di una finestra?
trad. Nicoletta Cinotti
Autoritratto
Non mi interessa se c’è un Dio
o molti dei.
Voglio sapere se appartieni o ti senti
abbandonato.
Se conosci la disperazione o riesci a vederla in altri.
Voglio sapere
se sei preparato a vivere nel mondo
col suo rude bisogno
di cambiarti. Se puoi guardare indietro
con fermezza
e dire è qui dove sto. Voglio sapere
se sai
come fonderti con quell’ardente fervore del vivere
cadendo verso
il centro del tuo desiderio. Voglio sapere
se sei disposto
a vivere, giorno per giorno, con la conseguenza dell’amore
e l’amara
indesiderata passione della tua sicura sconfitta.
Mi è stato detto in quell’ardente abbraccio, anche
gli dei parlano di Dio.
L’intervista
Parlare di me stesso tutto il giorno
ha riportato a galla
qualcosa che credevo ormai
bell’e finito: Quel che provavo
per Maryann – Anna, si fa chiamare
adesso – in quegli anni.
Sono andato a prendermi un bicchiere d’acqua.
Sono rimasto un pezzo vicino alla finestra.
Quando sono tornato
siamo passati senza problemi all’argomento successivo.
Sono andato avanti con la mia vita. Ma
quel ricordo mi ha trafitto come un chiodo.
Raymond Carver
Illustrazione di ©Aya Rosen
Da “La bambina pugile ovvero la precisione dell’amore”
C’è un male
che non aggiunge male
sgombera spazio
lo vara tagliando
la corrente del superfluo,
l’automa dell’anima.
C’è un male
che fa guarigione:
dare la ferita
bilancia il polso
luccica semplice la lama
e lo spazio sgombro
addestra il cuore spogliato.
È difficile
a qualsiasi età
diventare adulti,
lasciar fare al macellaio
o all’autunno,
un’arte caritatevole.
Chandra Livia Candiani (Puoi leggere un’intervista)
Griffy il bottaio : Antologia di Spoon River
Il bottaio deve intendersi di tinozze.
Ma io conoscevo anche la vita,
e voi che vi aggirate fra queste tombe
credete di conoscere la vita.
Credete che i vostri occhi spazino su un largo orizzonte, forse,
in realtà state solo guardando le pareti della tinozza.
Non potete sollevarvi ai suoi orli
E vedere il mondo esterno delle cose,
e così vedere voi stessi.
Siete sommersi nella vostra tinozza –
Tabù e regole e apparenze,
sono le droghe della vostra tinozza.
Spazzatele e rompete l’incantesimo
Di credere che la vostra tinozza è la vita,
e che voi conoscete la vita!
Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River
Altre poesie della stessa raccolta, Henry Layton, e George Gray
Foto di ©When lost in…..
