Presumibilmente,
sembro un poeta di alta rappresentanza
sebbene la mia insufficienza cardiaca
ha per virtù medica il libro «cuore».
Abito appena sopra il livello del mare
mentre la salute, la ricchezza, la purezza
e gli sport invernali
straziano oltre i mille metri.
Perciò mi ossigeno respirando l’aria
dei paradisi alpini
così arditamente fotografati
dagli scalatori sociali
nonostante la pericolosità dei dislivelli.
poesia del giorno
Nostra signora dei calzini
Due calzini
uno brutto e uno bello
li compero ogni autunno.
Due calzini,
uno brutto e uno bello
si perdono: ogni autunno.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i calzini,
c’è, signora,
in ogni casa.
La signora che vende i calzini
sorride
e ha quella certa comprensione
negli occhi:
è d’accordo con me.
Ci accaniamo
per un buon cinque minuti
io e la signora
sui calzini scomparsi
e su chi li faccia scomparire.
Dopo mi sento meglio,
ma non mi volto a guardare:
la voglio pensare assorta,
la signora dei calzini,
con una certa profondità negli occhi
con una certa comprensione per me.
Perché ciò che veramente volevo dirle
ciò che veramente mi infastidisce
è che ho perso qualcosa
che ieri sera avevo capito
e che ora non so più,
non me lo ricordo.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i pensieri,
c’è, signora,
in ogni corpo.
Perciò ho due calzini nuovi
in borsa,
uno bello e uno brutto,
due calzini perduti
in casa,
uno bello e uno brutto,
e ho il cuore terribilmente confuso
da Bestia di gioia
Quando vuole pregare
lei va alla piscina comunale
mette la cuffia e gli occhialini
entra nell’acqua ma non è capace
di domandare, o forse non ci crede.
Allora fa una bracciata e dice
eccomi, poi ne fa un’altra
e ancora eccomi. Eccomi dice
ad ogni bracciata. Eccomi a te
che sei acqua e cloro
e questi corpi a mollo come spadaccini.
E nello spogliatoio, dopo, alla fine
prova sempre una gioia –
quasi l’avessero esaudita,
di qualche cosa che non ha chiesto
che non sapeva. Che mai saprà
cos’era.
Mariangela Gualtieri da Bestia di gioia
Colibrì
per Tess
Fai conto che io dica estate,
scriva la parola “colibrì”,
la metta in una busta,
la porti giù per la discesa
fino alla buca. Quando tu aprirai
la lettera, ti riverranno in mente
quei giorni e quanto,
ma proprio tanto, ti amo.
Raymond Carver
Foto di ©cristiano crolle
Arrivare sul posto
La lieve, fresca umidità dei monti di primo mattino
mi avvolge il viso come una sciarpa
e si diffonde seducente, entrando da aperture ricettive.
Cammino, fuori dalla sala da pranzo,
e levo lo sguardo sui colli
(le arcaiche parole giungono come rivelate,
e suonano giuste, per un momento archetipico come questo,
come venissero dai Salmi)
sui colli dorati nella dolce luce del mattino.
Jon Kabat Zinn, arrivando a Spirit Rock Meditation Center
Foto di ©cormend
Il germoglio è nascosto nel seme
Sai che il germoglio è nascosto nel seme.
Stiamo tutti lottando; nessuno di noi è arrivato lontano.
Lascia andare l’arroganza, e guardati intorno, in te.
Il cielo azzurro si apre vasto, sempre più vasto,
il senso quotidiano di fallimento passa,
i danni che ho fatto a me stesso sbiadiscono
all’avanzare di un milione di soli luminosi,
quando siedo solidamente in questo mondo.
