Finché l’altro è presente
Finché l’altro è presente
non sappiamo cosa siamo.
Cominciamo a saperlo
quando l’altro scompare.
Cesare Viviani
Finché l’altro è presente
Finché l’altro è presente
non sappiamo cosa siamo.
Cominciamo a saperlo
quando l’altro scompare.
Cesare Viviani
“Cuore, cuore mio
turbato da affanni senza rimedio risorgi
Innanzi a chi ti maltratta
ergiti
Presso la tana dei nemici
appostati
Non cedere
Non farti pubblico vanto della vittoria
Della sconfitta non piangere in privato
Sii lieto se va bene
Non patire troppo se va male.
E impara dunque
che questo è il ritmo della vita”
Archiloco
Reclamo il diritto personale alla rivoluzione grammaticale.
Avrei tanto voluto è un Passato Perduto.
Mi proporranno un contratto a progetto è Futuro Rubato.
Son tutte uguali è Presente Ferito.
Io ci sarò è Futuro Amico.
Non mi amava è Passato Deluso.
Io non lo farei è Congiuntivo Diverso.
Non ti ho scordato è Passato Incluso.
Dimmi chi sono. Imperativo Sperso.
Ti ho lasciato perché non ti meritavo. Piúcheperfetto Stronzo.
Vorrei, ma non posso. Presente Precario.
Non volevo. Passato Consolatorio.
Sei stato tu. Presente Accusativo.
Lo farò dopo. Futuro Rimandato.
Dipende. Condizionale Sfuggente.
Michela Murgia
La città di domenica
sul tardi
quando c’è pace
ma una radio geme
tra le sue moli cieche
dalle sue viscere intenerite
e a chi va nel crepaccio di una via
tagliata netta tra le banche arriva
dolce fino allo spasimo l’umano
appiattato nelle sue chiaviche e nei suoi ammezzati,
tregua, sì, eppure
uno, la fronte sull’asfalto, muore
tra poca gente stranita
che indugia e si fa attorno all’infortunio,
e noi si è qui o per destino o casualmente insieme
tu ed io, mia compagna di poche ore,
in questa sfera impazzita
sotto la spada a doppio filo
del giudizio o della remissione,
vita fedele alla vita
tutto questo che le è cresciuto in seno
dove va, mi chiedo,
discende o sale a sbalzi verso il suo principio…
sebbene non importi, sebbene sia la nostra vita e basta.
Mario Luzi
Lasciare il mio piccolo
paese d’origine vuol dire
che devi lasciare tutto
come un piccolo gatto che
lascia il suo luogo
immaginatevi se foste voi
quel gatto povero
che
lascia la sua povera famiglia. Ma io non voglio
essere io quel gatto.
Perché è come essere
in un guscio portato
dal mare intenso.
Giovanni, 10 anni, ucraino
Io,
come un risveglio senza fine
come paura senza urlo.
Io,
uragano senza pioggia
come natura senza fiori.
Io,
come un bambino che non sa cadere
come fata senza ali.
Io,
col tempo ho capito
che non tutti hanno tutto
ed è sbagliato
ho pensato.
Lucia, 10 anni, italiana da “Ma dove sono le parole”di Chandra Livia Candiani
Progetto finanziato con il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR)
Programma Regionale Liguria 2021–2027 – Azione 1.2.3 “Supporto allo sviluppo di progetti di digitalizzazione nelle micro, piccole e medie imprese”.
CUP: G34E24003120005

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