Melanie Klein è stata una visionaria, una psicoanalista che ha saputo andare oltre la visione corrente e alcune delle sue idee, a distanza di un secolo, sono ancora attuali. Interrogandosi sul perché traumi simili possano dare esiti patologici diversi la Klein rispose che la differenza la fanno due aspetti: l’invidia e la tolleranza alla frustrazione.
Mi vorrei soffermare sul secondo perchè, un pò improvvisamente, ho capito quanto la mia sensibilità sia stata una fregatura. La sensibilità ti fa sentire tutto più acutamente e quindi è molto più facile non tollerare la frustrazione perché una frustrazione che per qualcun altro è modesta, per te diventa intensa. Così le ferite relazionali diventano fratture gestite dalla permalosità, i rifiuti diventano dis-connessioni. È la frustrazione che moltiplica il dolore e lo fa diventare più grande del necessario, più acuto e più incomprensibile per gli altri. In più la frustrazione non è solo legata al dolore ma anche alla fine del piacere. Insomma ogni occasione è buona per rimanere frustrati!
Aumentare la tolleranza alla frustrazione è stato il lavoro di una vita: il lavoro dell’equanimità. Essere sensibili è il vantaggio delle pellicole fotografiche: più sono sensibili più sostengono la mancanza di luce, più il tempo di esposizione deve essere lungo. Tutto quello che è troppo è “anche” una fregatura che oggi guardo con affetto e un tempo guardavo con frustrazione. Bisogna diffidare dell’eccesso d’empatia proprio perché rende troppo sensibili verso gli altri e poco capaci di proteggersi verso di sé. Rende i graffi, ferite e le ferite, piaghe. Rende inermi e gli inermi hanno solo una difesa: l’isolamento. Quindi, quando ti accorgi che stai entrando nell’eccesso empatico, rivolgiti verso di te, prenditi cura del tuo stress empatico e la tua tolleranza alla frustrazione farà un balzo avanti di secoli. Non sarà un balzo verso l’egoismo ma verso la compassione per te e per gli altri.
La frustrazione è il piacere moltiplicato per la resistenza. Shinzen Young
Pratica di Mindfulness: Verso l’accettazione radicale
© Nicoletta Cinotti 2024 Il programma di Mindful self-compassion
