
Le nostre bene amate difese non offrono solo dei vantaggi. Per usare una analogia, cosa penseremmo di un governo che continua ad investire in armamenti nei periodi di pace trascurando le spese sociali e sanitarie? Molto probabilmente la riterremmo una follia. Se poi quel paese rispondesse con il fuoco ad ogni minima minaccia non so se saremmo tanto soddisfatti. Però con noi stessi funzioniamo abbastanza così. Attiviamo velocemente le difese (gli armamenti), ci occupiamo poco del conforto (spese sociali e sanitarie) e, per far prima, utilizziamo schemi ripetitivi di risposta, le nostre altrettanto amate strategie con utilizzo di significati già pronti: sono più rapidi, seguono binari conosciuti, nascono dalla nostra esperienza e tendiamo a credergli fino in fondo.
Così quando vogliamo essere consapevoli è importante riconoscere i segnali di attivazione delle difese. È importante e semplice, più semplice di quello che crediamo. Perché, in fondo, gli schemi sono sempre semplificazioni della realtà e quindi abbiamo solo bisogno di trovare gli interruttori, e la polvere da sparo ha un odore inconfondibile!
Riconoscere che c’è uno schema difensivo attivo ci permette di sciogliere la riduzione di consapevolezza che produce. Non abbiamo bisogno di risolvere ma solo di riconoscere. Le difese vengono attivate da tre aree: la sicurezza/insicurezza; la soddisfazione/insoddisfazione; essere in relazione/sentirsi isolati. Abbiamo bisogno di sentirci al sicuro, soddisfatti e in relazione. Bel tris direte voi! Si, bel tris che, quando si realizza – e non siamo esigenti nella realizzazione (molto spesso ci bastano condizioni basilari) – siamo una situazione in cui essere consapevoli è facile.
Così, viceversa, quando ci sentiamo inquieti possiamo chiederci in quale di queste tre aree si colloca la nostra inquietudine. Ci sentiamo in pericolo? Siamo insoddisfatti per qualcosa? C’è una tensione relazionale?
Basta esplorare la risposta a queste domande e il gioco è fatto. Nel momento in cui esploriamo disattiviamo il segnale di pericolo che si era acceso, riduciamo lo stress e apriamo la possibilità di prestare soccorso alla nostra paura. L’importante è che l’esplorazione non passi dalla teoria – dai pensieri – ma dalla pratica. Ossia da come percepiamo le sensazioni fisiche ed emotive rispetto a questi tre temi. In questo modo ogni momento è un’occasione di pratica. Perché ogni momento è una occasione di esplorazione.
Qualsiasi cosa sorga, non importa quanto negativa sembri, può essere usata per sentire la comunanza con gli altri che soffrono dello stesso genere di aggressività o di brama e che, proprio come noi, restano agganciati da speranza e paura. Così arriviamo ad apprezzare il fatto che siamo tutti sulla stessa barca. Abbiamo tutti un disperato bisogno di maggior comprensione profonda di ciò che porta felicità e di ciò che porta sofferenza. Pema Chodron
Pratica di mindfulness: La classe del mattino
© Nicoletta Cinotti 2023
Ti ricordo che ogni lunedì mattina, a partire dal 4 settembre, faccio una pratica live su Zoom alle 8. Ti aspetto! Qui il link per partecipare. Dopo la trovi registrata sul Canale Youtube o Vimeo
