
Tutti abbiamo giocato a nascondino. E forse tutti abbiamo visto quella cosa buffa e tenerissima che fanno i bambini piccolissimi quando, chiudono gli occhi, e sono convinti che nessuno li veda più. Perché loro non vedono più nessuno.
Quel gioco è uno dei più importanti della nostra infanzia. E’ persino stato studiato come un modello di apprendimento dei turni di conversazione. Gli psicologi, si sa, approfittano sempre della vita reale.
Noi continuiamo a fare quel gioco quando scegliamo di evitare. Convinti che, se evitiamo, il problema sparirà. Semplicemente perché non lo vediamo più.
Proprio come fanno i bambini quando chiudono gli occhi.
Ma non è vero. Proprio come per i bambini.
E’ solo il predominio di una prospettiva egocentrica che ci fa pensare che evitare i problemi sia una buona soluzione. In realtà i problemi rimangono lì e agiscono, indisturbati. Fino a che superano la massa critica e ci balzano davanti agli occhi, con tutta la loro forza.
Aprire gli occhi e coltivare la presenza, stare di fronte a ciò che c’è – piacevole, spiacevole o neutro – è tutto ciò di cui abbiamo bisogno per trovare soluzioni. Esserci è davvero la strada, per continuare a camminare errando. Che errando si fanno delle scoperte davvero curiose mentre evitando si torna sempre nello stesso luogo.
(…)finiamolo
qui, ’sto gioco dell’eternità. Finiamo anche
il gioco, pensavo oggi, dei passati e dei futuri,
in particolare propongo l’abolizione dei passati
gloriosi e dei futuri radiosi. E i futuri luminosi? ho
pensato, lasciamoli, mi sono detto, i futuri luminosi
lasciamoli a indicarci bene la strada da non prendere
per continuare a camminare errando, errare
al buio tenendoci lì a fianco un futuro luminoso da
guardare ogni tanto come monito da tenere conto,
come cosa da non fare, da inserire nella lista delle
cose da non fare. Filippo Balestra, Diario Involontario
Pratica del giorno: Grounding
© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness ed emozioni:bioenergetica e self-compassion
