bianchi rossi
neri
ingarbugliati:
il caos è sempre avvolgersi
su se stessi.
negli occhi del gatto
che fissa il rocchetto:
soltanto attenzione
per la trama.
l’irreparabile
Parlo tanto, fin troppo, ma ci sono momenti che rimango in silenzio ad ascoltarmi.
È in quei momenti che fabbrico i miei pensieri più veri,
mentre cammino per le strade, osservando la gente che passa,
ascoltando i discorsi, a volte assurdi, di alcune persone
o assaporando il sole che mi scalda dentro.
Amo ridere, giocare.
Amo le cose belle, le belle storie che dicono qualcosa,
mi piace tutto ciò che fa palpitare il cuore.
È bello aver la pelle d’oca, significa che stai vivendo.
Josè Saramago
Photo by Vita Marija Murenaite on Unsplash
Io vado avanti.
Contro il mio corpo che invecchia.
La memoria che cede.
La stanchezza che, a volte, mi taglia le gambe.
Il respiro che manca.
Contro le preoccupazioni e le incertezze.
Vado avanti.
Contro i problemi.
La solitudine.
Il conto in rosso.
Le perdite.
Il tempo del non ritorno.
Contro gli spigoli.
Gli inciampi.
Le cadute.
La paura tremenda di non farcela.
Ogni tanto volgo lo sguardo indietro.
Per ricordarmi com’ero e ricordarmi chi sono.
Guardo la strada.
La paura. Il dolore. Ai momenti in cui la terra mi è franata sotto ai piedi.
E sono grata. È grazie a loro se mi sono mossa.
Se ho fatto un passo.
Ora lo so. Non c’è scelta.
Andare avanti. Sempre
Certe donne sposano case.
È un altro tipo di pelle; ha un cuore,
una bocca, un fegato e movimenti intestinali.
Le pareti sono stabili e rosa.
Guarda come sta in ginocchio tutto il giorno,
a lavarsi fedelmente.
Gli uomini entrano con la forza, risucchiati come Giona
nelle loro madri carnose.
La donna è madre di se stessa.
È questo che conta.
Anne Sexton
State attenti alle parole,
anche a quelle miracolose.
Per le miracolose diamo il meglio,
brulicano alle volte come insetti
lasciando non un pizzico ma un bacio.
Possono essere buone come le dita.
Possono essere affidabili come le rocce
su cui mettiamo il sedere.
Ma possono essere sia margherite che ferite.
Eppure io le amo.
Sono colombe cadute dal soffitto.
Sono sei arance sacre appoggiate in grembo.
Sono gli alberi, le gambe dell’estate,
e il sole, con il suo volto appassionato.
Eppure spesso mi deludono.
Ho così tanto da dire,
così tante storie, immagini, proverbi, ecc.
Ma le parole non ce la fanno,
mi baciano quelle sbagliate.
A volte volo come un’aquila
ma con le ali dello scricciolo.
Provo comunque a prendermene cura
e ad essere gentile.
Uova e parole vanno maneggiate con cura.
Una volta rotte non si possono
riparare. Anne Sexton
Traduzione di Cristina Gamberi
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po’ di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E’ un dolore sottile e definitivo
come l’ultimo verso di un poema…
Partire è un po’ morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po’ della nostra anima.
Edmond Haracourt
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