
Critichiamo tanto i voti ma poi noi siamo come una giuria olimpionica di noi stessi, sempre pronti a valutare se quello che stiamo provando, quello che sta succedendo a noi personalmente, va bene oppure no.
È una tentazione immediata e impulsiva, anziché rivolta all’accettazione, rivolta all’avversione. Siccome ci viene “naturale” pensiamo che vada bene così e che non sia poi così importante e nemmeno così dannosa. Però ci sbagliamo. È dannosa perchè l’apprendimento avviene in condizioni di apertura e ricettività e se diamo un voto negativo o insufficiente a quello che sta succedendo diminuiamo anche la possibilità che sia un’occasione di apprendimento. Ci mettiamo, piuttosto, in una posizione difensiva, battagliera, che mira a correggere l’esperienza invece che imparare da quell’esperienza.
L’altro danno di questa reazione meccanica è che ci toglie pace perché siamo continuamente coinvolti in un processo correttivo. È vero che è una reazione fisiologica. Quello che non è fisiologico è andarle dietro senza consapevolezza del danno che produce. Accorgersi, prendere uno spazio di pausa, accettare e lasciar andare è sempre possibile e fa una grande differenza. Apre la possibilità di vedere attraverso i nostri pregiudizi e le nostre paure per liberarci dalla tirannia dei giudizi.
Si possono osservare un sacco di cose guardando (senza giudicare). Yogi Berra
Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire
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