Probabilmente gli angeli
hanno uomini tatuati sulle spalle,
e custodiscono le proprie ombre
nello scrigno dei ricordi.
A volte appaiono
come una voce che annuncia l’alba
o come una luce soffusa
sotto un letto d’ospedale.
Noi esistiamo perché loro esistono,
loro volano perché noi camminiamo.
Siamo così vicini e lontani
come i protoni e i neutroni
nel nucleo di tutti i mondi.
©Nikola Madzirov, Ciò che abbiamo detto ci perseguiterà, Crocetti editore
poesia del giorno
Un giorno sfaccendato
Questo giorno io lo butto via
sparpaglio le sue ore ciondolando
guardo la pioggia fine solo stando
ferma, seduta qui al tavolino.
Lo butto come giorno che non conta
una cartaccia sporca, una buccia
niente di niente che si getta via.
Si chiama lunedí, si chiama aprile
numero ventinove e piove piove
e sarei piena di cose da fare
per farne un giorno col suo risultato.
Ma l’ho detto. Sarà buttato, sperso
consegnato ad un ozio che non vale
se non come preghiera. Allora dire
ecco, io offro questo ciondolare
sull’altare del mondo affaccendato.
Faccio io il perno che non muove.
Il punto che sta fermo. Lo bado 10
quell’immobile stato delle cose.
© Mariagnela Gualtieri
Trent’anni in più
Quando ero un giovane uomo
cresciuto alla fine quanto grande
sembravo a me stesso? Ero un albero
già alto e ciò che non avevo raggiunto, ero pronto
a raggiungerlo crescendo. Ora, trenta anni dopo, ho raggiunto molto
e non me lo aspettavo, in una direzione
inaspettata. Sto crescendo all’ingiù,
sempre più piccolo, uno fra i tanti fili d’erba
Wendell Berry
da Persino semplice
La domenica lei gridava
mentre io facevo colazione
e srotolava tutta la sua infelicità,
senza saperlo. Tutto quello sfogo,
l’unico modo per ripartire
il lunedì.
O, almeno, adesso io me lo spiego così
©Silvia Monti, Persino semplice, Interno libri editore
Non mi dire di lasciarti andare
Non mi dire di lasciarti andare.
Dimmi piuttosto come tenerti diversamente.
Come portarti senza il peso,
come amarti senza il corpo,
come ringraziarti
nel linguaggio silenzioso
di chi ha imparato
che gratitudine e dolore
sono solo due nomi
per lo stesso amore.
© Nicoletta Cinotti 2025
Avviso
Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello che non va, e che non mi sta bene.
e spenderò la mia pensione in brandy e in guanti estivi
e in sandali di raso, e dirò che non abbiamo i soldi per il burro.
Quando sarò stanca mi siederò sul marciapiede
e inghiottirò i pasticcini che si trovano nei negozi e suonerò i campanelli
e farò tintinnare le inferriate con il mio bastone
e mi compenserò così della mia gioventù troppo sobria.
Uscirò sotto la pioggia mentre porto le pantofole
e coglierò i fiori nei giardini degli altri
e imparerò a sputare.
Si possono portare camicie orribili e diventare più grassi
si possono mangiare un chilo e mezzo di salsicce in un colpo
o solo pane e sottaceti per una settimana
e si possono accumulare penne e matite
e sottobicchieri da birra e cianfrusaglie varie nelle scatole.
Ma ora dobbiamo avere i vestiti che tengono asciutti
e dobbiamo pagare l’affitto e non imprecare per strada
e dobbiamo dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare gli amici a cena e leggere i giornali.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così la gente che mi conosce non sia troppo scioccata e sorpresa
quando improvvisamente sarò vecchia e comincerò a vestirmi di viola.@ Jenny Joseph
