- Far costruire loro qualcosa che la rappresenti.
- Raccontare una storia (come quella qui sotto).
- Spiegare gli effetti che produce nella vita di tutti i giorni
- Evitare di perdersi in definizioni astratte e difficili da comprendere.
Non siete ancora convinti?
Ecco il racconto di Thích Nhất Hạnh monaco della tradizione Zen vietnamita. Nel libro “semi di felicità” riporta questo dialogo con una bambina che, osservando il succo di mela, capisce al volo a cosa serve la meditazione.
Un giorno, Thuy e altre ragazzine stavano giocando vicino all’eremo ed entrarono a chiedere un po’ d’acqua. Avevo del succo di mela biologico che mi aveva dato un vicino, e ne offrii un bicchiere a ogni bimba; l’ultimo andò a Thuy, ma non volle berlo perché era pieno di polpa, quindi lo lasciò sul tavolo e tornò fuori a giocare. Circa un’ora più tardi, Thuy tornò molto assetata a cercare un po’ d’acqua. Le indicai il bicchiere di succo di mela e le chiesi:«Perché non bevi quello? È buonissimo».
Guardò il succo di mela e vide che si era fatto limpidissimo, perché nel frattempo tutta la polpa si era depositata sul fondo. Lo bevve molto volentieri. Mi chiese quindi perché il succo di mela fosse diventato così limpido: le risposi che aveva praticato la meditazione seduta per un’ora. E lei capì! Dato che lo avevamo lasciato lì per un’ora, il bicchiere era rimasto fermo e il succo era diventato limpido. Disse: «Adesso capisco perché pratichi la meditazione seduta: vuoi essere limpido!». Io le dissi: «Sì, hai capito il senso della meditazione seduta. Se sai come sederti, come metterti in una posizione fisica stabile, se sai come occuparti della tua inspirazione ed espirazione, allora dopo un po’ di tempo diventi serena e limpida». Ecco perché ci piace fare meditazione seduta ogni giorno: imitiamo il succo di mela… o forse è il succo di mela che imita noi!
