bioenergetica
Epoché
Molte volte abbiamo un giudizio sulle cose che arriva prima dell’esperienza stessa.
Sappiamo già come andrà a finire, prima ancora che sia iniziata.
Epochè è, invece, la sospensione del giudizio, per lasciare che l’esperienza si dispieghi in tutta la sua realtà. E bellezza.
Oggi è sabato, potrebbe essere un giorno dedicato alla sospensione del giudizio. Una delle tante declinazione del praticare Pausa
In un individuo sano, pensiero e sensazione seguono la stessa direzione, riflettendo l’unitarietà della personalità.
A. Lowen
La bioenergetica e l’esperienza
Un insegnante chiede alla sua classe: “Di che colore sono le mele?”. I bambini si affrettano a rispondere: rosse, gialle, verdi. Un bambino dice “Bianche”. Tutti lo correggono prontamente ma il bambino non cambia idea. “Perché dici che le mele sono bianche?” , chiede la maestra. E il bambino risponde: “Se tagli una mela qual è il colore della parte interna?”.
Questa piccola storia, realmente accaduta, ricorda che della stessa cosa possiamo vedere la superficie o la profondità. Ricorda anche che possiamo avere fiducia della nostra esperienza e riconoscere che le mele sono bianche, o fare riferimento a dei concetti e vedere solo la buccia delle mele. L’esperienza è la profondità, i concetti spesso sono la superficie.
Bioenergetica è camminare nell’esperienza. I bambini lo sanno.
Solamente il presente ha una realtà percettiva
Alexander Lowen
Ricordare la consapevolezza
Non è difficile essere consapevoli della propria esperienza. Quando prestiamo attenzione la consapevolezza sorge spontaneamente.
La parte difficile è ricordarsi di essere consapevoli.
E’ per ricordare che torniamo al corpo.
Dichiarare pace
Quando ci fermiamo possiamo prendere contatto con quello che è presente. E dichiarare pace alle nostre tensioni.
Dichiarare pace significa non lottare contro le tensioni ma esplorarle con accoglienza e intenzione. Perché le tensioni sono come popoli ribelli, la soppressione li infiamma, la repressione li agita.
Hanno bisogno che qualcuno ascolti i loro diritti. Hanno bisogno che qualcuno dia loro voce.
Attraversare la linea d’ombra
Perché rimaniamo legati ad una visione statica e limitata di noi?
Perché non diventiamo chi siamo, perché non maturiamo nella nostra direzione naturale e prendiamo invece strade alternative, deviazioni, diversioni che ci rendono più confusi e insoddisfatti?
Questa domanda mi fa compagnia da sempre. Ogni giorno me la chiedo e ogni giorno trovo sfumature di risposte. Forse sfumature della stessa risposta.
Perché fa paura attraversare la linea d’ombra.
Quello spazio in cui non siamo più chi eravamo e non siamo ancora chi siamo.
