
Nei programmi che conduco, che siano online o residenziali, c’è sempre il momento della condivisione a cui fa seguito la sorpresa di scoprire che, malgrado le nostre reticenze, condividere fa bene e che condividere con un’estraneo può essere nutriente più di quanto a volte lo sia condividere con qualcuno di conosciuto.
Succede perchè nella condivisione in diadi c’è reciprocità. Ma succede anche perché quando condividiamo con qualcuno nella nostra vita quotidiana o facciamo perchè il vaso trabocca. Non tutti però sanno o possono portare il nostro dolore, la nostra fatica. Andrebbero dati solo a chi sa portarli. Altrimenti condividere può essere umiliante e farci credere che sia meglio tacere che parlare, meglio omettere che dire.
Non è così ma i discorsi sono ricette raffinate fatte da ingredienti che vanno dosati bene, parola per parola. Se scappa troppo senso di colpa chi ci ascolta chiude le orecchie ma, soprattutto, chiude il cuore e noi rimaniamo lì, con il nostro tesoro intimo esposto alle intemperie.
Condividere cura, scegli con Attenzione con chi farlo: scoprirai che solo se è nutrito di reciprocità possiamo condividere. Altrimenti è come esporsi al sole senza crema solare. Brucia, brucia parecchio.
Non essere crudele col cuore degli altri. Non tollerare la gente che è crudele col tuo. Mary Schmich
Pratica di mindfulness: Parole che guariscono
© Nicoletta Cinotti 2023
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