Meditare per me significa anche un po’ pensare, quei momenti in cui noi giovani ci allontaniamo dal mondo e entriamo in un’altra dimensione, nella nostra dimensione, in un universo parallelo.
Meditiamo quando ci fermiamo lungo mare ad osservare l’acqua, a sorvegliare quelle dolci onde che si infrangono sulla sabbia. Meditiamo quando ci sediamo in terra e dalla nostra testa si diramano pensieri che messi insieme creerebbero una telenovela migliore di Beautiful….
mindfulness continuum
Il battito della nostra vita
Dire Si e No, dare un confine chiaro a ciò che possiamo sostenere e a ciò che, in questo momento, supera le nostre possibilità, sono entrambi modi per supportare la nostra presenza e la nostra crescita. Se evitiamo di dire si o no in modo chiaro, evitiamo anche di essere presenti, a noi stessi e al mondo. A volte lo facciamo per scaramanzia…altre volte per paura, altre perché non vogliamo esporci al giudizio altrui. In ogni caso, facendo così, togliamo ritmo al battito della nostra vita…
Oggi lasciamo che il sole filtri nella nebbia tra il si e no. Ogni volta che ci troviamo a scegliere portiamo consapevolezza e attenzione non giudicante a ciò che sperimentiamo….
Distrattamente
A volte ci sforziamo perché, distrattamente, non vediamo le cose buone che già facciamo. Tendiamo così a focalizzarci su ciò che manca, su ciò che non abbiamo ancora fatto, su quello che non abbiamo ancora ottenuto, anziché su tutto il buono che abbiamo già prodotto, vissuto, sperimentato. Su tutto il buono che proprio qui e proprio ora, c’è già. Oggi non distraiamoci con ciò che manca. Rimaniamo su ciò che c’è già, per gustarlo fino in fondo…
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi
Alda Merini
Passare del tempo con se
Passiamo più tempo con noi stessi che con qualsiasi altra persona. Eppure ci domandiamo poco che tipo di relazione abbiamo con noi. Tutte le relazioni profonde e durature si nutrono di intimità e condivisione. Permettiamoci di curare questa intimità e condivisione dandoci proprio oggi, proprio ora, uno spazio di attenzione e qualche minuto di intimità con noi stessi.
da “Giorno d’estate”
Non so esattamente cosa sia una preghiera.
So come fare attenzione, come sprofondare giù nell’erba,
come inginocchiarmi nell’erba, come essere oziosa e benedetta,
come vagare nei campi, che è quel che ho fatto tutto il giorno.
Dite, cos’altro avrei dovuto fare? Non muore infine tutto, e troppo presto?
Dite, che piano intendete attuare con la vostra preziosa, selvaggia, unica vita?
Mary Oliver
Tenere…
Sono molti i modi in cui ci mettiamo sotto sforzo. Uno dei più continui e classici è attraverso la tensione muscolare. Non solo le grandi tensioni muscolari ma quelle piccole, sottili continue…serrare i denti, trattenere il respiro qualche secondo di troppo, spingere la testa avanti, stringere le braccia al diaframma e così via. Queste piccole contrazioni, proprio perché continue, finiscono per non essere più percepite con chiarezza. Diventano gesti automatici. Diventano il nostro modo costante di impedirci di esistere e di spingerci a fare…spesso a fare qualcosa di diverso.
Oggi, di tanto in tanto, porta l’attenzione al corpo, raccogli l’insieme delle sensazioni fisiche e apri quelle piccole tensioni, provando semplicemente a respirare più profondamente. Lascia che tutto il corpo possa riposare in questo senso di scioglimento…
“E’ importantissimo ricordare che non c’è un modo giusto di praticare e che, alla fine, bisogna costruirsi la propria pratica, o meglio lasciare che diventi propria grazie alla disponibilità che si ha a dedicarvisi e a lasciare che diventi il proprio maestro”
Jon Kabat Zinn
Lo sforzo
La nuova qualità dell’esperienza mindfulness che inizieremo ad esplorare è “not striving”, non sforzarsi, non spingersi con pressione ad ottenere qualcosa…non esercitare più impegno di quello che è necessario…nemmeno per ottenere la concentrazione. E’ per questo che la meditazione più toccante per me è “Addolcire, confortarsi, aprire”, perché cura il mio desiderio di ottenere un risultato, scioglie la mia inflessibile determinazione e mi apre alla sensazione della speranza corporea, quel fremito leggero che si accompagna allo sciogliersi della tensione. Quella sensazione che il corpo prova quando gli permettiamo, semplicemente, di esistere.
Non mi piace chi non dorme, dice Dio..
Il sonno è l’amico dell’uomo.
Il sonno è l’amico di Dio.
Il sonno è forse la mia più bella creatura.
E io stesso mi sono riposato il settimo giorno.
Chi ha il cuore puro, dorme.
E chi dorme ha il cuore puro.
E’ il grande segreto per essere instancabili come un bambino.
La pigrizia
Non è un più grande peccato dell’inquietudine
E della disperazione e della mancanza di fiducia in me.
Non parlo, dice Dio, di quegli uomini
Che non lavorano e non dormono.
Quelli sono peccatori, s’intende.
E’ ben fatto per loro.
Grandi peccatori.
Non hanno che da lavorare.
Parlo di quelli che lavorano e non dormono.
Li compiango.
Innocenti nelle braccia della mia Provvidenza.
Hanno il coraggio di lavorare.
Non hanno il coraggio di non far nulla.
Hanno la virtù di lavorare.
Non hanno la virtù di non far nulla.
Di distendersi.
Di riposarsi.
Di dormire.
Disgraziati non sanno cos’è buono.
Governano benissimo i loro affari durante il giorno.
Ma non vogliono affidarmene il governo durante la notte.
Come se io non fossi capace di assicurarne il governo durante una notte.
Chi non dorme è infedele alla Speranza.
Ed è la più grande infedeltà.
Perché è l’infedeltà alla più grande Fede.
Poveri ragazzi amministrano nella giornata i loro affari con saggezza.
Ma venuta la sera non si risolvono,
Non si rassegnano ad affidarne il governo alla mia saggezza
Per lo spazio di una notte ad affidarmene il governo.
E l’amministrazione e tutto il governo.
Come se non fossi capace, forse, di occuparmene un po’.
Di farvi attenzione.
Di governare e amministrare e via discorrendo.
Ne amministro ben altri, poveracci, io governo la creazione, è forse più difficile.
Potreste forse senza grandi danni lasciarmi in mano i vostri affari, uomini saggi.
Sono forse saggio quanto voi.
Potreste forse rimettermeli per lo spazio di una notte.
Lo spazio che voi dormiate.
Infine E l’indomani mattina li ritrovereste forse non troppo sciupati.
L’indomani mattina non starebbero forse peggio.
Sono forse ancora capace di condurli un po’.
C. Peguy (ringrazio M. Silvia che me l’ha fatto conoscere)
