
Ci sono tanti modi per descrivere l’ingresso nel mondo adulto e le prime relazioni d’amore. Sally Rooney ha scelto di farlo con un’intimità e una profondità che scuote. Lo sviluppo della relazione tra Marianne e Connell disegna le loro caratteristiche emotive e personali ma permette a ciascuno di noi di riconoscere quanta parte della nostra infelicità è legata alla vergogna e come l’umiliazione può lasciare un’impronta che rende, il dolore, un piacere.
Il contesto in cui si sviluppa il romanzo, tra la fine del liceo e l’inizio dell’università, è quello in cui tutti noi abbiamo incominciato a capire che, per quanto difficile, l’infanzia era meglio.
Connell è distrutto da una vergogna malefica e cattiva, Marianne da un bisogno di essere amata in modo umiliante. Insieme non sanno aiutarsi anche se, separati non sono la stessa cosa. Manca, ad ognuno di loro, quello che manca, dolorosamente, a tutti noi. Un altro che non è altro da te ma solo l’altra faccia di te.
Poi arriva il punto in cui, se vuoi bene davvero, ti separi. Quello che una relazione ci ha dato non potremo mai riaverlo. Ma il dolore della solitudine non è niente in confronto al dolore che sentivamo prima di esserci sentiti amati, il dolore di non essere degni. Quando ci facciamo del bene insieme l’amore ci porta in regalo la bontà e il cambiamento. Le persone possono veramente cambiarsi a vicenda e allora, anche se ci separiamo, non ci perdiamo.
© Nicoletta Cinotti 2023 Addomesticare pensieri selvatici
Sally Rooney, Persone normali, Einaudi editore
