
Sono sicura che se Papa Francesco fosse stato un semplice cittadino avrebbe voluto scritto sul suo necrologio “non fiori ma opere di bene”. Perché era una persona generosa. Così generosa che un giorno prima di morire ha voluto salutarci. Sarebbe, a buon diritto, potuto rimanere nel suo letto ma ha sentito il bisogno di fare un ultimo gesto di generosità che portava l’augurio di pace.
Nella tradizione buddista la generosità è l’inizio della pratica. Non inizia dalla meditazione, come facciamo noi occidentali, ma coltiva prima il terreno dove la meditazione possa svilupparsi e quel terreno è il terreno della generosità.
“La coltivazione della generosità è l’inizio del risveglio spirituale.” Papa Francesco ha incarnato questa verità. La sua scelta di vivere semplicemente, rifiutando i lussi tradizionali del Vaticano, non era solo un gesto simbolico ma un profondo atto di lasciar andare. La sua generosità nasceva da una qualità interiore di lasciar andare che ha aperto il suo cuore e gli ha dato una profonda libertà e molti modi amorevoli per esprimere quella libertà.
La pratica della generosità riguarda la creazione di spazio.Uno spazio che viene lasciato libero grazie all’aver lasciato andare. Francesco ha dimostrato che se coltiviamo un cuore generoso, allora sempre più possiamo permettere incondizionatamente alle cose di essere come sono. E cosa c’è di più generoso della pace? Quella condizione in cui sappiamo andare oltre i torti, oltre il giusto e sbagliato, e lasciamo andare la nostra pretesa di avere ragione e di avere diritto perché ci preme l’altro più della nostra ragione.
La generosità invita tutti noi a riflettere su una domanda fondamentale: “Di cosa ho davvero bisogno in questo momento per essere felice?” La risposta, come ci ha mostrato con la sua vita, è che “solo qualcosa di vasto e profondo come la verità ci renderà davvero felici.” Nessuno di noi può fare queste cose perfettamente; è una pratica quotidiana e come tutte le pratiche quotidiane è piena di inciampi. Francesco lo sapeva. E la sua vita è stata una pratica continua di dare, di lasciar andare, di creare spazio per l’amore e la compassione. Può esserlo anche la nostra.
Chi sa che abbastanza è abbastanza avrà sempre abbastanza. Tao Te Ching
Pratica di mindfulness: La generosità
© Nicoletta Cinotti 2025 Il programma di mindful self-compassion
Vorresti mettere un fiore per Papa Francesco? Fai un atto di generosità, che sia una donazione o qualcosa che regali, facendolo coltivi il terreno in cui fiorisce la pratica
