Spesso ci diciamo che abbiamo paura del cambiamento. In realtà la paura più grande è quella della ripetizione. La sensazione di disagio persistente che ci assale quando siamo, per l’ennesima volta, nella stessa situazione, di fronte allo stesso errore. E’ per evitare quel disagio, quella paura, che cambiamo qualcosa, qualsiasi cosa, pur di non rimanere fermi, pur di convincerci che stiamo cambiando.
A caso ma stiamo cambiando.
Pratica del giorno: Se oggi guardassimo la ripetizione, la stasi, da un’altra prospettiva? Se provassimo a vedere cosa sta cercando di insegnarci? Se ci aprissimo alla prospettiva che non tutto può essere cambiato ma che qualcosa va accettato così com’è?
E se la saggezza fosse distinguere tra ciò che possiamo cambiare e ciò che va accettato?

lorella maggi dice
All’improvviso l’ennesima situazione che delude le attese e
di colpo scompare quella traiettoria temporale in cui la direzione appare
chiara, aperta, percorribile. Affiora lo sconforto. Lo slancio vitale s’irrigidisce
e riattualizza una visione ristretta, obbligata, nel tentativo di cambiare le
cose. Ma ogni esperienza è indissolubilmente legata al momento di esistenza, di
crescita che si sta sostenendo. Compiere un’altra azione allo scopo di
difendersi, significherebbe rifiutarne il valore educativo, svuotarla del suo
significato. L’accolgo. Le offro tutto lo spazio del mio respiro affinchè possa
espanderne il senso. Con attenzione ma senza forzatura, nell’esplorazione di
una pregnanza percettiva che coinvolge il corpo e la mente….