
La nostra abitudine più resistente è quella che serve a lasciarci ogni giorno uguali a sé stessi. Temiamo il cambiamento e invece che associarlo alla crescita lo associamo alla degenerazione. Temiamo la diversità e invece che associarla alla novità lo associamo alla difformità. Temiamo tutto ciò che non controlliamo, come se il nostro controllo fosse una garanzia di salvezza.
Temiamo tutto quello che sfugge al controllo del nostro manager interiore, il nostro direttore dei lavori che non permette deroghe alla vitalità. Così da una parte soffriamo per la stagnazione ma dall’altra l’idea di lasciar andare il controllo, l’idea di permettere alla nostra vita di essere così com’è ci sembra assolutamente inconcepibile. Ci sentiamo bene solo se e quando le cose vanno nella direzione stabilita, la sorpresa ci ricorda che non siamo padroni della vita ma che la vita è padrona di noi.
È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Nelson Mandela
Pratica del giorno: Esplorare rifiuto e accettazione
© Nicoletta Cinotti 2023 Be real not perfect: crescita e cambiamento

lorella dice
Esercitare rigidamente il controllo per procurarsi stabilità rischia
di cristallizzare la vita in un mondo dogmatico e soffocante.
Ci lascia, appunto, ogni giorno uguali a se stessi, negandoci però la
possibilità di incontrarci con noi stessi.
Il raggiungimento di una buona stabilità non è forse il risultato, la somma
di tanti piccoli assestamenti, aggiustamenti, cambiamenti tra ciò che si è
e ciò che si diventa, accettando l’esito profondamente liberatorio di una
condizione sperimentata, anche se talvolta sofferta…..