Scrivere storie di pace
Scrivere è un’azione che ci aiuta ad andare oltre le storie già scritte, ci aiuta ad aprirci a nuove possibilità. Lo facciamo imparando a riconoscere il peso delle parole che diciamo a noi stessi, il peso e l’intensità delle parole che diciamo agli altri. L’intenzione è coltivare parole di pace, parole che permettano di andare oltre al conflitto interno ed esterno.
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Lo stupore della bontà
Intenzione di scrittura
Scrivi ciò che ogni giorno ti suscita stupore. Scrivilo coma una semplice lista e poi scegli, dalla lista, qualcosa che ti ha particolarmente toccato e inizia a descrivere sensazioni fisiche, sensazioni emotive e pensieri
Con il tempo, negli ultimi 40 anni, mi sono spesa sempre di più affinché gli atti di bontà (che siano casuali, consapevoli o fuori posto […]) avessero una propria voce […]. Dare voce alla bontà non annienta il male, ma mi permette di esprimere la mia concezione di bontà: l’acquisizione di consapevolezza. Toni Morrison
Non sapere è la più grande intimità
Intenzione di scrittura
La guarigione passa attraverso il più grande dei paradossi della pratica di mindfulness: riconoscere e accettare le cose così come sono. Un paradosso che si scontra con l’imperante logica del miglioramento.
Inizia a scrivere la tua lista di miglioramento, concludila scrivendo “Non so se cambierò” e osserva come questa frase risuona nel corpo, emotivamente e nei pensieri. Descrivi senza giudicare quello che accade.
Perché partire da qui, dal riconoscere e accettare? Perché la nostra creatività, ingrediente essenziale del nostro possibile cambiamento, ha bisogno di apertura e niente più dell’accettazione offre spaziosità. Nel momento in cui accettiamo, le informazioni a nostra disposizione si moltiplicano e ci offrono risorse e prospettive nuove.
Le paramita
La generosità è interconnessa e informa le altre paramita. Chi incarna la generosità di spirito non ha bisogno di fare del male, di rubare, di mentire e così via, e offre naturalmente agli altri la sicurezza del non nuocere (sila) e della veridicità (sacca). La pratica del dono richiede la rinuncia a ciò che viene dato (nekhamma). Attraverso la generosità sviluppiamo la comprensione (pañña) dei tre segni dell’esistenza. Essendo parte del cerchio del dare e del ricevere, siamo energeticamente impegnati (virya) e interconnessi. La generosità non nasce da un giorno all’altro, ma si coltiva con la pazienza (khanti) e la determinazione (adhitthana). Quando ci prendiamo cura di qualcuno (metta), la generosità fluisce istintivamente e, a sua volta, la generosità rafforza metta; questi due aspetti, forse, sono davvero la stessa cosa. Infine, chi perfeziona la generosità è in pace con l’andare e venire delle cose e delle esperienze, il che è sinonimo del gioiello dell’equanimità (upekkha).
La generosità e la novità
Intenzione di scrittura
La pratica della generosità permette di comprendere l’impermanenza (anicca): le cose vengono, le cose vanno. Non c’è nulla che io possa tenere, a cui aggrapparmi. Aggrapparsi alle cose con un senso di scarsità crea più mancanza, più insoddisfazione, più sofferenza (dukkha). Nella vera generosità, vediamo che non c’è separazione tra chi dà, chi riceve e ciò che viene dato (anatta).
Fai una lista delle cose nuove per ogni giorno
Fai una lista di quello a cui rinunci ogni giorno
Scrivi com’è mettere a fuoco la lista delle “cose” nuove e la lista di ciò a cui hai rinunciato.
Ringraziati per ogni atto di generosità!
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C’è molto di nuovo sotto il sole. Alla mia età è più intensa la percezione del rinnovo di ogni cellula, dalla nuca
all’unghia del piede.
Nuova è l’aurora boreale alle nostre latitudini.
Nuovo e non ennesimo è il naufrago che annega in omis-
sione di soccorso.
Nuovo il bacio numero uno degli innamorati.
Nuova la preghiera del soldato in guerra di tornare illeso.
Nuova la lentezza che accompagna i miei gesti, e non è ral-
lentamento ma misura di migliore precisione.
Meglio che mi fermo e non mi faccio prendere la mano dal brulichio del nuovo che mi preme a contraddizione di Kohelet. Erri De luca, L’età sperimentale
La lotta e la consapevolezza aperta
Intenzione di scrittura
Lottare attiva le difese e, attivando le difese, si restringe il panorama interno. È come voler entrare in un castello che ha il ponte levatoio chiuso: difficile, anche se non impossibile. Altra cosa è entrare con il ponte levatoio abbassato.
Pratica Informale
Ti succede mai che la tua mente sia dispersa? Mentre fai una cosa ne pensi un’altra da fare successivamente oppure pensi qualcosa che non è assolutamente in relazione con il momento presente? Ogni volta che ti accorgi di questa perdita di unità tra la mente e il corpo prova a inventare una frase che riporti mente e corpo insieme. Può essere una frase che descrive quello che stai facendo – banalmente: «Qui e ora faccio la spesa», giusto per fare un esempio – oppure una frase che rafforza la tua intenzione.
La lotta esprime una sfiducia fondamentale nelle nostre risorse. Non ci fidiamo nella nostra naturale spinta alla crescita: crediamo solo alla forza di volontà e quando non cresciamo secondo le nostre aspettative cadiamo nel sentirci inadeguati e incapaci.
Cinotti, Nicoletta. Scrivere storie di guarigione Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
La giornata pigra
Giovedi 12 non ci vediamo. Usa la tua giornata pigra come un’occasione per riposare e riconoscere la differenza tra essere occupati e essere stanchi
La sensazione di essere occupati è davvero diversa dalla stanchezza. In quel caso basta una bella dormita. Essere occupati è qualcosa che avviene perché non c’è abbastanza vuoto. Tanto più se quello che fai riguarda la tua vita in maniera centrale. Il sentirsi occupati è una sensazione interiore che nasce dal non riuscire a lasciar andare.
L'intenzione
Come mettere l’intenzione
per un giorno, un mese, un anno
Con gli occhi chiusi, prendiamo qualche respiro profondo – diaframmatico o addominale – e lo facciamo seguire da una lenta espirazione per qualche volta. È nello spazio che segue l’espirazione che possiamo – a questo punto – porci una domanda. “Cos’è che ha valore per me? Cosa mi auguro, profondamente, nel cuore, per me, per le persone che amo e per il mondo Intero?
Rimaniamo con queste domande e aspettiamo che emerga una risposta, senza preoccuparci che accada subito. Rimaniamo con la domanda che ha più valore – forse – della risposta, lasciando questa domanda aperta anche dopo la fine della pratica, se necessario e se non è emerso un tema specifico. Siamo abituati ad avere risposte immediate ma non sempre queste risposte sono vere risposte: spesso sono reazioni a ciò che accade e che – prontamente – risolviamo, rifiutiamo o scacciamo. Fidati di ciò che può emergere e lascia che ci sia uno spazio aperto per raccogliere questa risposta rimanendo in contatto con le sensazioni fisiche o emotive che possono emergere
Alla fine possono formarsi un insieme di pensieri o intuizioni che possono dare vita ad una specifica intenzione. Non aspettiamoci l’intuizione della vita: è la nostra intenzione per quel giorno. Può essere un augurio oppure una intenzione più focalizzata. “Che io possa essere consapevole durante tutto il giorno. Che io possa essere presente e consapevole quando sono in relazione con gli altri. Che io possa evitare di ferire gli altri. Oppure “Che io mi possa relazionare a ciò che accade con gentilezza, comprensione e serenamente. O ancora ” Che possa vivere questa giornata in sintonia con i miei valori più profondi”.
Il semplice emergere dell’intenzione ci aiuta a mettere a fuoco il tono della nostra energia e della vitalità che desideriamo dare alla nostra giornata. Possiamo – più e più volte – ripetere questo esercizio, per esempio prima di qualche incontro importante o difficile.
L'intenzione
Intenzione di scrittura
L’intenzione è ciò che attiva il processo di cambiamento e di pacificazione, insieme ad attenzione e atteggiamento non giudicante. Non sono in sequenza ma in continua e reciproca interazione. Il loro intreccio produce un effetto: quello della dis-identificazione.
Prova a scrivere una lista di quello che manca nella tua vita. Segui la regola del cinque: non più di cinque cose e poi scrivi qual è la tua intenzione rispetto a quello che manca. Registra se riesci a rimanere focalizzato/a e se tendi a giudicarti. Se tendi a giudicarti guarda se il tuo giudizio porta ad una convinzione su di te e lasciala andare.
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La meditazione è perfetta per ridurre il perfezionismo: se vuoi continuare a praticare non puoi che scendere a patti con la distrazione e renderti conto che la profondità della pratica non è data dall’assenza di distrazione ma dalla gentilezza con cui torni presente.
Cinotti, Nicoletta. Scrivere storie di guarigione Enrico Damiani Editore. Edizione del Kindle.
Dedicare le nostre intenzioni alla gioia
Passa in rassegna la giornata, l’umore, le conversazioni significative, i pensieri e torna in contatto con lo spirito dell’intenzione che è stata messa la mattina. Guarda quanta sintonia c’è tra le du esperienze. Non è importante passare in rassegna quello che hai fatto al riguardo e quello che non hai fatto. È importante vedere se c’è stata sinergia tra la tua intenzione e la tua giornata. Rimani con le sensazioni emotive e i pensieri che possono emergere nel farlo. Non c’è bisogno di scacciarli se sembrano negativi o afferrarli perché sembrano positivi. Semplicemente rimani in silenzio in questa esperienza.
Poi porta l’attenzione a qualcosa di positivo che è avvenuto nella giornata e porta gioia in questo seme, nient’altro che gioia. Porta gioia anche nel fatto che inizi una giornata con una intenzione consapevole. Non prolungare questo esercizio: 5 minuti sono più che sufficienti. Porta gioia nella tua giornata. Anche il semplice fatto che ci siamo impegnati è importante e ci offre qualcosa di positivo da portare il giorno dopo. Ci aiuta a connettere le nostre motivazioni e le nostre intenzioni. Non dimenticare la gioia: ha un ruolo centrale nel sostenere la motivazione per un tempo prolungato
La nostra mente cambia ogni giorno, ogni ora, ogni momento, anche se noi tendiamo a percepirne più la continuità che la novità. È porosa come il tofu e assorbe le qualità dell’ambiente in cui si trova. Per questa ragione è necessario stare nell’ambiente adatto all’intenzione che vogliamo sviluppare.
Il critico interiore e i blocchi alla creatività
Intenzione di scrittura
Come affrontare la nostra voce critica? Il primo passo è proprio riconoscerla: prendere atto che è l’ennesima espressione dell’ostilità che proviamo nei nostri confronti.
Prova a immaginarti la tua parte critica come un personaggio letterario. Può essere del tuo sesso o di un altro sesso, più giovane o più vecchia, ironica o crudele. Cerca di darle un nome e anche di costruire una storia della sua vita e di mettere a fuoco l’intenzione che ha nei confronti della tua vita. Quando l’avrai ben delineata prova a scrivere una lista di parole da ripetere mentalmente quando l’attacco è troppo forte. Per esempio “così non mi aiuti”, “Ti ascolterò quando userai un tono diverso”, “non è questo il momento di rimproverarmi:Adesso ho bisogno di sostegno”
Più ci critichiamo e meno ci sentiamo adeguati. Meno ci sentiamo adeguati e più ci critichiamo. È un circolo vizioso senza soluzione. O meglio, per trovare una via d’uscita abbiamo bisogno di uscire dal circolo vizioso. Cinotti, Nicoletta. Scrivere la mente (Yoga Journal)
Le convinzioni tossiche
Intenzione di scrittura
Il nostro critico interiore coltiva una serie di convinzioni tossiche su di noi. Sono convinzioni limitanti che ostacolano la nostra crescita e la nostra pace interiore ma, soprattutto, che ci portano a strategie fondamentali che rafforzano le stesse convinzioni tossiche
Prova a scrivere quelle che sono le tue convinzioni limitanti su di te e attraverso quali strategie le mantieni attive. Per esempio potresti essere convintə che non troverai mai una relazione soddisfacente. Scrivi quali strategie metti in atto per confermare questa convinzione e quali resistenze hai rispetto al lasciar andare queste strategie e queste convinzioni
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Come fate a sapere che state praticando nel modo giusto? Secondo me lo capite quando siete capaci di sentirvi dispiaciuti, davvero dispiaciuti, di aver fatto del male a qualcuno. Questo comprende anche il sentirvi dispiaciuti quando fate del male a voi stessi, anche se quando lo fate agli altri è più evidente. Beck, Charlotte Joko. Meraviglia quotidiana
Intenzione di scrittura
L’elenco proibito
Fai un elenco di quello che non devi scrivere o un elenco di quello che cerchi di evitare. Può darsi che lo eviti perché fastidioso o troppo intimo. Oppure perché ti imbarazza o non lo ritieni importante. Può darsi che imbarazzerebbe qualcuno che ami. O che sia un tabù. Ognuno degli elementi di questa lista è la “civetta”, ciò che limita la tua creatività.
Le lettere
Scrivere una lettera è un’abitudine passata, sostituita da contatti più veloci ma anche più superficiali. Chiuderemo questo ciclo con la scrittura lettere: una per noi, una per una persona che ha reso il nostro anno importante e infine avremo 4 lettere di perdono. Queste lettere possono rimanere nel tuo quaderno o nel tuo computer perchè scriverle ha già una funzione terapeutica. Spedirle dà qualcosa in più: la possibilità di una risposta!
Non facciamo altro che darci strumenti per stare di fronte alle varie “catastrofi” della vita. Non possiamo evitare la consapevolezza che ci siano dei pericoli, né possiamo eliminarli tutti. Riconoscendoli, cerchiamo di non pagare un prezzo spesso altissimo: il prezzo della perdita di creatività che rende la nostra vita piatta e senza significato. Una pianura monotona e uniforme. Scrivere storie di guarigione
Intenzione di scrittura
Scrivere per rivelare
Proseguiamo con la scrittura delle nostre lettere. La pratica di meditazione di oggi ci ha dato lo spunto di mettere a fuoco una serie di persone verso le quali sentiamo di provare riconoscenza per le buone qualità che hanno coltivato in noi.
L’invito è a fare un elenco e ogni mese scegliere una persona da ringraziare, per mail, per telefono o per lettera. Coltiviamo così la gratitudine attraverso le diverse stagioni della nostra vita! Un percorso che trovi anche nel libro, “Gratitudine e cambiamento”.
Poesia
Alcuni desideri si adempiranno
altri saranno respinti. Ma Io sarò passata
splendendo per un attimo,
anche se nessuno
mi avrebbe guardato
risulterebbe ugualmente giustificato – per quel lucente attimo – il mio esistere.
Margherita Guidacci
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Quando le persone parlano o scrivono a proposito dei propri segreti personali si verifica un cambiamento in alcuni aspetti della personalità connesso proprio al fatto che lasciano andare le inibizioni e, per questo motivo, le disattivano. Scrivere storie di guarigione
Intenzione di scrittura
Scrivere per perdonare
Proseguiamo con la scrittura delle nostre lettere. Questa volta la lettera di perdono è rivolta al nostro corpo
Poesia
Oggi ho chiesto al mio corpo di cosa avesse bisogno,
è una cosa importante
Considerando la mia abitudine a
non chiedere molto.
Ho pensato che avesse bisogno di più acqua.
O di proteine.
O di verdure.
O di yoga.
O di integratori.
O di movimento.
Ma mentre ero sotto la doccia
Riflettevo sulle sue smagliature,
la sua rotondità dove io vorrei piattezza,
La sua morbidezza dove vorrei la fermezza,
Tutti quei desideri condizionati
che formano un fascio di
mai-quasi-giusto,
e allora mi sono detta, con molta delicatezza:
Potrei amarmi così? Hollie Holden
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L’intenzione del perdono
Perdonami perché qualche volta ti farò male e io ti perdonerò perché qualche volta mi farai male. Non lascerò che il dolore diventi un baratro ma costruiremo insieme un ponte per attraversarlo. I miei mattoni saranno diversi dai tuoi perché io sono diversa da te ma giorno dopo giorno costruiremo ponti per perdonarci ogni volta che causeremo dolore. Mi ricorderò che dentro alla rabbia sta un sentimento tenero e un bisogno che voglio proteggere. Saprò impedirti di essere un aggressore, saprò proteggermi senza perderti. Saprò quando rimanere e quando andare via. Saprò quando la distanza è necessaria e quando è una punizione. Quando il silenzio è un muro e quando è un abbraccio. Saprò parlare quando tacere apre una voragine e ti chiedo di fare altrettanto.da Amore, mindfulness e relazioni
Intenzione di scrittura
Scrivere per perdonare
Proseguiamo con la scrittura delle nostre lettere. La pratica di meditazione di oggi ci ha dato lo spunto di mettere a fuoco una serie di persone verso le quali sentiamo il desiderio di perdonare e di essere perdonati. Potremmo scrivere su questo una lettera di perdono o una intenzione di perdono
Poesia
Alcuni desideri si adempiranno
altri saranno respinti. Ma Io sarò passata
splendendo per un attimo,
anche se nessuno
mi avrebbe guardato
risulterebbe ugualmente giustificato – per quel lucente attimo – il mio esistere.
Margherita Guidacci
Quando le persone parlano o scrivono a proposito dei propri segreti personali si verifica un cambiamento in alcuni aspetti della personalità connesso proprio al fatto che lasciano andare le inibizioni e, per questo motivo, le disattivano. Scrivere storie di guarigione
Elenco delle meditazioni
Consapevolezza aperta mercoledì 11 Dicembre
Le parole che avresti voluto sentirti dire 17 Dicembre
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