
Alle emozioni è dedicata sempre più attenzione non solo in area strettamente psicologica ma anche in area neuroscientifica, in ambito professionale e organizzativo. Come mai questo fiorire di attenzione su un argomento apparentemente così volubile e intangibile come quello delle emozioni?
Perchè le emozioni disegnano il nostro modo di dare significato a ciò che accade e, soprattutto, disegnano la nostra capacità di stare nelle cose ossia la nostra resilienza. Saper riconoscere le proprie emozioni e saperci stare insieme è tutto quello di cui abbiamo bisogno. Non dobbiamo cambiare le emozioni che proviamo: questa è la buona notizia. L’unica cosa che è necessaria è saperle riconoscere, percepire, nominare e lasciar andare. Del lasciar andare fa parte la decisione se esprimere o lasciare che si trasformino in un’altra emozione. Perchè le emozioni disegnano un flusso continuo di esperienza.
Se sappiamo fare queste 4 azioni mentali: percepire, riconoscere, nominare e lasciar andare abbiamo tutti gli strumenti necessari per affrontare la nostra vita emotiva. Non c’è emozione che può danneggiarci perchè abbiamo in mano le chiavi della regolazione emotiva. Cosa significa regolazione emotiva? Non significa darsi delle regole, come la parola potrebbe far pensare. Significa saper riconoscere quello che proviamo – ossia esserne consapevoli – e saperlo percepire e accettare.
Così se le tue emozioni ti danno “da fare”, se c’è qualcosa che proprio in questo momento ti turba, prova a praticare con attenzione ai seguenti elementi: prova a sentire con chiarezza, riconoscere quale azione si nasconde nell’emozione che provi, guarda se puoi accettare quello che provi, mantenendo l’attenzione sull’esperienza. Sembra una formula magica ma non lo è. È un modo onesto per coltivare la radice della felicità.
È a causa della natura impermanente del dolore che possiamo trasformarlo. È a causa della natura impermanente della felicità che possiamo coltivarla. Thich Nhat Hanh
Pratica di mindfulness: Lasciar andare
© Nicoletta Cinotti 2024
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