
Come forse sai già, amo molto la poesia di Louise Glück. A lei avevo dedicato un ciclo di meditazioni, La compagnia della fioritura, dove ogni mattina leggevo una delle poesie della sua raccolta Iris, seguita da una meditazione.
Lei invece deve amare moltissimo i fiori, era infatti la fioritura del suo giardino che faceva da filo conduttore trasformando l’insieme delle poesie in un racconto. Adesso è uscito quello che credo sia il suo ultimo libro (Lousie è mancata lo scorso anno). È un racconto che può essere benissimo una storia della buonanotte per bambini tra i 6 e gli 11 anni. Ma non è un libro solo per bambini. È la storia, paradossale perché impossibile, dei dialoghi e del mondo interiore di due gemelle, Marigold e Rose nel loro primo anno di vita. È impossibile sapere cosa si dicono i bambini in. quel frammento misterioso di tempo ma la voce di Louise attribuisce a Marigold i sentimenti, pensieri, le emozioni che viviamo in una sorellanza con tale acutezza che in realtà racconta di ognuno di noi quando incontra una sorella o un fratello vincente. O, se vogliamo, racconta la nostra anima poliedrica e multiforme che è sia Marigold che Rose. Marigold è una moltitudine (ricordi Whitman?), come dice la mamma, perché le calendule crescono in gruppo ma Marigold vorrebbe, come Rose, essere unica e perenne, non avere stagioni . Marigold vorrebbe essere speciale e non una moltitudine: non è forse questo il dilemma che abbiamo dentro di noi? Non vorremmo forse essere solo splendenti e di uno splendore che non svanisca mai, senza lati oscuri, punti vulnerabili e ombre?
Sei una moltitudine. Mamma aveva detto questo. Significava che se magari potevi avere una sola rosa nel tuo giardino (che rosa meravigliosa avrebbe detto la gente) non avresti mai avuto una sola calendula, cioè una sola Marigold. Non riesco a capire, pensò Marigold, perché mi abbiano fatto questo dispetto…
Il vero punto è che tra Rose, solare, serena e adorante della sorella e Marigold io credo di assomigliare a Marigold che definisce così la situazione
Chi sono io, pensò tra sé. O piuttosto, chi sono io fra le centinaia nella bustina di semi di calendula? (…)Sono mezza bambina, pensò Marigold. Io sono il cervello e Rose è il cuore. O era il contrario?
Non ci chiediamo forse molto frequentemente se siamo il nostro cuore che spesso vuole andare in direzione contraria alla nostra mente?
Insomma questo piccolo libro (77 pagine) in un piccolo formato, è veramente delizioso. Alessandro Baricco (di cui sto leggendo Abel) in un’intervista diceva che ci sono poche opere che fanno un. taglio verticale, la maggior parte è un taglio orizzontale sulla realtà. Questo libro è un taglio verticale, altissimo, sulla nostra realtà interiore. Se questo fosse il testamento di Louise Gluck è il più bel testamento che abbia mai letto.
Lousie Glück, Marigold e Rose,il Saggiatore, Traduzione di Massimo Bacigalupo
© Nicoletta Cinotti 2024 Addomesticare pensieri selvatici
