
Ho cominciato molto tempo fa a ripensare alle cose che rifarei. Una lista lunga quanto apparentemente inutile. Perchè rifare cose già fatte? Le rifarei perché le ho amate, perchè sono state fonte di gioia, piacere, apprendimento. Le rifarei perchè non mi annoio mai a farle, perchè scopro sempre cose nuove, come quando ascolto una musica, una canzone molto conosciuta.
Poi, come in agguato, quando penso alle cose che rifarei arrivano quelle che non rifarei. Quelle che mi dispiace di aver fatto e quelle che non vorrei proprio aver fatto perchè sono state sciocche, insensate, brusche, dolorose. Mentre quelle che rifarei rimangono più o meno costanti, la lista di quelle che non rifarei è mutevole. Ci sono giorni in cui è una lista concisa e altri in cui è lunga come la lista della spesa dopo le vacanze. Dipende dall’umore.
Ogni mattina, svegliandomi, lascio perdere l’umore furioso del sonno, lascio perdere la lista delle cose che rifarei e di quelle che non rifarei e mi accontento del cambiare delle stagioni, del cambiare del tempo e del cambiare dell’umore. In fondo le stagioni e il loro scorrere mi ricordano che abbiamo infinite occasioni di rifare. Cambiano gli attori ma possiamo sempre decidere di smettere di fare gli stessi errori. Possiamo smettere perché abbiamo imparato e, se siamo stati fortunati, abbiamo riparato le vecchie ferite e i vecchi errori. Quando mi accorgo di aver riparato non penso più che quello è un errore che non rifarei. Penso che sono grata di aver avuto l’opportunità di imparare.
Tutti riceviamo un dono.
Poi, non ricordiamo più
né da chi né che sia.Soltanto ne conserviamo
– pungente e senza condono –
la spina della nostalgia. Giorgio Caproni, Res Amissa
Pratica di mindfulness: L’inizio e la fine
© Nicoletta Cinotti 2022 IF-Immaginare il futuro
