
Blu celeste,
è così che voglio ricordare:
il mar nero
burrascoso
dentro agli occhi tuoi.
Siamo vittime di collere e disagi,
paesaggi nella mente;
sovrastati da un cuore bollente.
La natura dell’uomo,
scorre come un ponderante fiume di
lacrime;
in cui si prestano silenzi assordanti.
L’ansia è nascosta proprio lì,
come un eco in lontananza.
Tu portami se vuoi sulla cresta di un’onda,
la calma risiede sull’altra sponda.
Nuvole sparse,
nostalgia di acque passate
affrontano le inquietudini sull’orlo della
pazzia.
I pensieri affliggono alla deriva,
ma un altro giorno deve cominciare;
e saremo giunti alla normalità di questo
vento maestrale.
Forza, coraggio a lungo andare,
pronti a sbarcare tra le ombre e luci
sottostanti di un viaggio in penombra
ancora tutto da esplorare.
© Masha Groenhoff
Questa poesia ha partecipato al concorso letterario A.L.Fa.P.P. “Mi piace scrivere” in memoria di Armando Misuri sul tema della salute mentale
